Sostenibilità e montagna: la gestione dei rifiuti in alta quota
Ecologia e Ambiente
Dal nostro inviato Marco Valsecchi – È prima di tutto una questione di ossigeno. Quanto più ci si avvicina a quota quattromila, tanto più le cose si fanno complicate. Anche i gesti semplici: l’aria rarefatta rende tutto difficile. Anche una semplice rampa di scale all’interno di un rifugio, se presa di corsa, può lasciarti boccheggiante. Figurarsi una questione complicata come quella dello smaltimento dei rifiuti in alta quota. Complicata ma ineludibile, come ci spiega Giuliano da dietro il bancone della Capanna Gnifetti, che a tremilasettecento metri d’altezza rappresenta lo snodo da cui partono la maggior parte delle spedizioni dirette alle cime del Monte Rosa. «Il nostro obiettivo è lasciare sul ghiacciaio il meno possibile» precisa il rifugista, a capo di Rifugi Monterosa MGB, società che gestisce ben cinque strutture del Cai sul versante meridionale del massiccio. Un impegno dettato dall’amore per la montagna, ma anche dalla consapevolezza che la mancata tutela dell’ambiente non può che tradursi nel lungo termine in un danno per tutto il comparto turistico. «Periodicamente usciamo a raccogliere i rifiuti lasciati dai turisti sul terreno e a ripulire i bivacchi, mentre all’interno dei nostri spazi ci occupiamo di differenziare il più possibile la raccolta, separando il secco dall’umido e quindi dividendo la carta dalla plastica ». La parola d’ordine è «divallare», cioè portare a valle quanto prodotto. Uno sforzo da 23 euro al minuto: tanto costa l’ elicottero che raccoglie l’ immondizia, compresi i bidoni nei quali confluiscono i bisogni degli ospiti (non pochi, visto che qui si arriva ad avere novemila pernottamenti stagionali). Un investimento che, tra qui e la Capanna Margherita, posta a 4.559 metri d’altitudine, è quantificabile in ventimila euro l’anno. «Naturalmente ottimizziamo le risorse, sfruttando i voli di ritorno dell’elicottero che ci porta i rifornimenti. Ma quello che produciamo, contando i rifiuti che gli alpinisti lasciano nei nostri bidoni, è più di quello che consumiamo». Una considerazione che ha spinto a ridurre al minimo il concetto di «usa e getta», sostituendo quasi del tutto la plastica con la ceramica. Con un risvolto della medaglia, però: «Per lavare le stoviglie dobbiamo usare l’ acqua, e anche quello è un bene prezioso. La raccolta di acqua piovana dal tetto e la pompa che pesca a quaranta metri di profondità nel crepaccio del ghiacciaio sopra il rifugio ci forniscono l’essenziale, ma non possiamo certo lasciarci andare agli sprechi». Niente sciacquoni nelle toilette, quindi. Solo taniche, da utilizzare con la dovuta parsimonia. Una filosofia che troviamo applicata con estremo rigore anche alla Margherita, il rifugio più alto d’Europa. Qui ci accoglie Cristiano, che ci mostra come la struttura sia stata in grado di guadagnarsi la certificazione Iso 14001, relativa alla gestione ambientale. Anche in questo caso i rifiuti organici vengono convogliati in cisterne, mentre la raccolta del secco rispetta i dettami della differenziazione. «L’obiettivo – ci dice – è studiare sistemi sempre più efficienti per lo smaltimento dell’umido, che a queste quote si ghiaccia immediatamente». Una sfida resa più difficile dalla mancanza di contributi regionali, di cui gode la Gnifetti (che si trova in territorio valdostano) ma non la Margherita, che risulta invece piemontese. A fare la differenza, comunque, possono essere anche i semplici turisti, se hanno a cuore il benessere dell’ambiente di cui sono ospiti. Come? Innanzitutto sforzandosi di portare direttamente a valle la maggior quantità di rifiuti possibile, a partire dagli incarti del cibo. Poi, ovviamente, evitando di disperdere immondizia sul ghiacciaio. E infine utilizzando i bagni dei rifugi. Per quanto una pipì all’aria aperta abbia sempre il suo fascino, l’idea che poi l’acqua utilizzata per cucinare o lavarsi (per quanto depurata) provenga dallo scioglimento della neve sui cui si sono espletati i propri bisogni, dovrebbe in questo senso rappresentare un disincentivo abbastanza efficace. Torna alla Home page
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