Dentro i numeri del Rapporto Coop: il nuovo modello di sviluppo “sobrio” delle le famiglie italiane
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Gia il titolo della primo paragrafo della prefazione e tutto un programma: . Quasi un’ammissione di colpa, diciamo provocatoriamente, visto che di fronte alla brusca caduta dei consumi del 2012, considerato , la tesi e la seguente: . Una visione quasi montiana, tanto che si aggiunge: . Dopo anni di consumi drogati dal credito facile eccoci quindi all’esplosione della bolla dei consumi stessi e all’arrivo dell’infelicita. Ma attenzione, infelicita non e perche non si puo piu comprare, o almeno non e solo per quello: . Ed eccoci a quello che appare un vero contrappasso (che sa anche di catarsi) per uno dei colossi della grande distribuzione: . Vuoi vedere quindi che la crisi ci ha portato, come spesso avevamo segnalato, a piu miti consigli e alla scelta gioco forza di consumi piu sostenibili se non altro per il portafogli? Come spiegare diversamente il fatto che vede ora calare ? Pensate solo a questo passaggio del rapporto: . Se non fosse che questo cambiamento e stato imposto dal 10% dei ricchi sulle spalle di tutto il resto degli italiani, ci sarebbe quasi da dire grazie alla crisi. Perche anche se la crisi non ci fosse stata, questi risultati noi li abbiamo sempre auspicati per il bene della salute delle persone e dell’ambiente. Il guaio vero sono le conseguenze: ovvero, non avendo avuto l’opportunita di governare minimamente questi cambiamenti, le risposte a questi “virtuosi” cambi di stile di vita sono spiegati nelle ultime parole della prefazione: . Se si lascia fare il mercato, quindi, a una sobrieta nel cambio di stile di vita corrisponde un calo immediato dell’occupazione ed un predominio dei monopoli commerciali. Una riconversione dell’economia in chiave ecologica vuol dire, invece, programmare e mettere i mercati nella condizione di essere “al servizio del popolo”, anche attraverso una riduzione e una commercializzazione piu vicine al cittadino-consumatore al contrario di quanto accade oggi. E tutto cio vuol dire anche efficienza e risparmio nell’uso dell’energia e della materia, e quindi anche puntare sulla rinnovabilita dell’una (fotovoltaico, solare, eolico, ecc) e dell’altra (riciclo). Ma e chiaro che questo deve avvenire all’interno di un modello di sviluppo dove la crescita sic et simpliciter di tutto e di piu non e piu il totem, ma si e in grado diversamente di orientare la crescita con il criterio direttore della sostenibilita sociale e ambientale. La crisi, purtroppo anche con un bagno di sangue, ci sta facendo vedere che si puo cambiare e che la strada intrapresa in passato era assolutamente sbagliata. Ai sopravvissuti il dovere di portare a compimento questo processo.
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