La scomparsa delle foreste, oltre a modificare gli equilibri degli ecosistemi, rappresenta un grave pericolo per la sopravvivenza della vita umana.
Negli ultimi decenni la scomparsa di aree di verde, determinata fra gli altri fattori anche dal cambiamento climatico, ha modificato il paesaggio di tutti i paesi, fatta eccezione per l’Antartico.
A rendere più chiare le conseguenze del diradarsi delle foreste i ricercatori del Carnegie Institution for Science di Washington DC, che hanno rilevato che periodi di intensa siccità favoriscono il proliferare di alcuni parassiti pericolosi per determinate specie di alberi.
Questo fenomeno può condurre alla variazione sostanziale della quantità di alberi di una determinata specie in un’area specifica, con squilibri degli ecosistemi notevoli, dando vita così ad una variazione dell’adattamento della fauna e flora locale.
La perdita di alberi non rappresenta comunque esclusivamente un problema ambientale, ma anche una difficoltà economica a carico dell’industria del legname, che si troverebbe con un quantitativo di materia prima inferiore alle necessità di mercato.
Sono poi di quest’estate le notizie dei grandi incendi, nel mondo e anche in alcune delle nostre regioni italiane, incendi che hanno rovinato interi ecosistemi creatisi in migliaia di anni e che hanno mangiato intere aree verdi, importanti polmoni per il nostro pianeta.
L’uomo senza alberi non può vivere, non c’è un’altra scelta e nemmeno una seconda possibilità. Sensibilizzare tutti su questo tema è fondamentale, perchè solo insieme si potrà iniziare a cercare una soluzione sostenibile per le nostre foreste.
Nadia Bertana
Ufficio Stampa ESO