Pazzo Giappone: ok alla carbon tax dal 2016, ma riprende la costruzione di una centrale nucleare
Greenreport.it
Il governo giapponese, fresco di rimpasto, ha istituito . Si tratta di una carbon tax che colpira i combustibili fossili, a partire da petrolio e gas naturale, che secondo le stime ufficiali costera circa 1.200 yen in piu ad ogni famiglia giapponese a partire dall’anno fiscale 2016. L’introduzione della tassa e in linea con il programma del Partito democratico del Giappone e della coalizione di governo di centro-sinistra che punta a ridurre, entro il 2020, le emissioni di gas serra del 25% rispetto ai livelli del 1990. La Keidanren-Japan Business Federation, la Confindustria giapponese, si oppone ferocemente alla carbon tax e ha chiesto al governo di fermare il suo piano che prevede di aumentare ulteriormente il prelievo fiscale sulle imprese inquinanti a partire dall’aprile 2014. Mentre il governo parlava di una futuribile carbon tax che dovrebbe essere applicata nel 2016 da un governo che probabilmente non avra la stessa maggioranza, la Electric company power development (J-Power) annunciava il riavvio dei lavori di costruzione di una centrale nucleare ad Ohma (Nella foto) nella prefettura di Aomori, si tratta della prima decisione del genere dopo il disastro nucleare di Fukushima Daiichi dell’11 marzo 2011. Ieri, durante una sessione speciale dell’assemblea cittadina Ohma il presidente della J-Power, Masayoshi Kitamura, ha annunciato che la sua compagnia ha deciso di riavviare il progetto grazie ad un recente chiarimento della posizione del governo sugli impianti nucleari non ancora completati prima del terremoto/tsunami del 2011. La J-Power ha iniziato a costruire l’impianto nucleare di Ohma nel 2008, ma ha interrotto i lavori dopo il disastro di Fukushima Daiichi. La struttura e completata per quasi il 40%. L’assemblea municipale di Ohma ha accolto con favore la decisione e la J-Power ha inviato anche i consiglieri di Hakodate, una citta di Hokkaido, per spiegare loro la decisione di riprendere la costruzione della contestata centrale nucleare. Hakodate e a circa 230 km dall’impianto nucleare e la sua popolazione e fortemente contraria al progetto nucleare. Il sindaco di Hakodate, Toshiki Kudo, ha detto: . Intanto e stato sciolto Il gruppo di lavoro governativo che stava tentando di formulare un quadro per una nuova politica nucleare giapponese, un compito che l’Atomic energy commission non era riuscita a svolgere in 50 anni, prigioniera delle pressioni della lobby nucleare. Oggi si e deciso di eliminare la conferenza di esperti che dal 2010 doveva verificare la scurezza della struttura nucleare giapponese. Come risposta al disastro nucleare di Fukushima Daiichi, il governo centrale di Tokyo a settembre aveva annunciato che la nuova politica nucleare del Paese sarebbe stata decisa da una conferenza ministeriale su energia ed ambiente, i membri dell’Atomic energy commission hanno detto che, . Pero tra loro c’e anche chi si e detto dispiaciuto dello scioglimento di una Conferenza di esperti di energia atomica. Dal 1956, l’Atomic energy commission doveva formulare ogni 5 anni le linee guida per l’energia atomica, ma gli innumerevoli incidenti e problemi nascosti che sono venuti alla luce dopo l’11 marzo 2011 dimostrano che questo compito e stato svolto poco e male. In realta l’Atomic energy commission giapponese era considerata un vero e proprio pilastro della potentissima industria nucleare e le sue decisioni del passato sono sotto esame della politica e della magistratura. Lo scioglimento dell’organizzazione era tra le opzioni possibili. La nuova politica energetica del governo prevede di investire tutte le risorse disponibili negli sforzi per realizzare un Paese libero dal nucleare entro il 2030, ma intanto si permette il riavvio delle attuali centrali nucleari, la ripresa della costruzione di impianti come Ohma e il riciclaggio continuo di combustibile nucleare. Mentre in Giappone riparte la discussione dal nucleare e sulla gattopardesca posizione di un governo che parla di uscirne mentre permette di costruire nuove centrali, il Paese fa i conti con la pesantissima eredita di Fukushima Daiichi. Oggi il network radiotelevisivo Nhk ha reso noto che . La Japan Atomic Energy Agency, emanazione del governo, pensa di avviare lo studio entro ottobre, la ricerca riguardera le foreste che coprono un’area di 20 km intorno alla centrale nucleare di Fukushima Daiichi, cioe la no-entry zone istituita dopo la tragedia atomica. .
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