Il business (anticrisi) degli scarti: il biogas targato Austep punta sulla Forsu
E-gazette
Rimini, 19 novembre – C’è un’impresa italiana verde che produrrà utili in crescita anche quest’anno. È l’Austep di Milano, specializzata nel biogas. “I nostri risultati principali arrivano dal trattamento degli scarti di macellazione: tutti i competitor nazionali si sono affidati ai nostri impianti”, racconta a e-gazette l’ad e presidente, Alessandro Massone, nel corso di Ecomondo – Key Energy, la fiera sulla green economy andata in scena a Rimini nelle scorse settimane. Per far fronte ai cambiamenti e a un mercato asfittico, l’azienda ha puntato con decisione sulla ricerca e lo sviluppo: sono in tutto quaranta i dipendenti impegnati nelle divisioni di ingegneria, progettazione, cantieristica e laboratorio. Tutti alla caccia di nuove soluzioni. Negli anni Austep si è specializzata nel trattamento di differenti tipologie di matrici, in particolare nella progettazione e realizzazione di impianti di digestione anaerobica della forsu, la frazione organica dei rifiuti solidi urbani. “Proprio in questo campo abbiamo realizzato una centrale per Alan, un’impresa pavese (di Zinasco, ndr) che offre servizi di smaltimento dei rifiuti”, spiega Massone. L’impianto, “progettato con particolare attenzione all’integrazione con le attività preesistenti e all’efficienza energetica”, riceve frazione umida e scarti vegetali provenienti dalla raccolta differenziata, e la tariffa incentivante per la produzione di energia da biogas ne ha accelerato i buoni risultati. Ma è anche il settore agricolo, specie di taglia piccola (linea Biosmall), a generare business: “È la risposta – conclude l’ad – alle esigenze degli allevatori che possono così alimentare l’impianto con le sole deiezioni bovine e suine prodotte in azienda”.
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