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Rassegna del 5 Settembre 2019
    

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Entra in vigore il nuovo schema di incentivazione delle rinnovabili mature


Entra in vigore il nuovo schema di incentivazione delle rinnovabili mature

Dopo oltre due anni di attesa, la recente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ha finalmente segnato l’entrata in vigore del nuovo schema di incentivazione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, il Decreto Ministeriale 4 luglio 2019, il cosiddetto FER 1.

Il Decreto ha per oggetto le fonti rinnovabili ritenute “mature” in termini di potenzialità di abbattimento dei costi e di sviluppo tecnologico: eolico onshore, solare fotovoltaico, idroelettrico e impianti da gas residuati dei processi di depurazione.

Rispetto agli schemi di incentivazione precedenti, il DM FER 1 ha reintrodotto gli incentivi diretti per il fotovoltaico, in virtù dell’ampio potenziale ancora disponibile e del ruolo fondamentale che è chiamato a ricoprire per la transizione energetica come previsto dalla bozza di Piano Energia e Clima. Inoltre, il Decreto ha suddiviso i bandi di gara per gruppi di tecnologie caratterizzati da costi comparabili, inserendo anche delle clausole di salvaguardia che dovrebbero evitare un’allocazione eccessiva di potenza incentivata a una tecnologia a scapito di un’altra all’interno di uno stesso gruppo.

Nello specifico, i gruppi risultano così composti: eolico e fotovoltaico (gruppo A), idroelettrico e gas da depurazione (gruppo B), impianti oggetto di rifacimento da qualsiasi delle fonti rinnovabili in oggetto (gruppo C). Sarà dunque interessante osservare le dinamiche di prezzo e di aggiudicazione dei bandi che si verranno a realizzare all’interno dei gruppi, in particolare fra eolico e fotovoltaico, al quale è dedicato quasi l’80% della potenza incentivata e che sono oggi già protagonisti dei più importanti trend di evoluzione di costo e di tecnologia sul mercato. Ulteriori introduzioni del DM FER 1 riguardano infine l’avvio di una regolamentazione per i contratti a lungo termine – gli ormai noti PPA, e la definizione di premi finalizzati al supporto dell’autoconsumo e della sostituzione delle coperture in amianto con impianti fotovoltaici.

E dunque, a quanto ammonta la nuova potenza di impianti di produzione elettrica da FER che sarà possibile installare grazie al nuovo schema di incentivazione? Stiamo parlando di 8.000 MW complessivi, con 1.770 MW destinati agli impianti di potenza inferiore a 1 MW (di cui 800 MW dedicati al fotovoltaico installato in sostituzione di coperture di amianto) e 6.230 MW destinati a quelli di grandi dimensioni, cioè di potenza superiore a 1 MW. Ipotizzando una completa allocazione dei contingenti e al netto dei maggiori tempi di messa in esercizio degli impianti, stando alle tempistiche dei bandi di gara (da settembre 2019 a settembre 2021) grazie al nuovo Decreto si potrebbe arrivare quasi alla soglia dei 3 GW l’anno di nuova potenza rinnovabile installata. Si tratterebbe di un salto in avanti importante rispetto a quanto accaduto negli ultimi anni, con il 2018 anno record dal 2014 che ha superato di poco la soglia del GW, e di un valore tutto sommato in linea con gli scenari del Piano nazionale energia e clima (anche tenendo conto degli impianti extra FER1 e del promesso DM FER 2), anche se ancora molto distante da quanto sarebbe necessario per incamminarsi su un percorso di neutralità carbonica entro la metà del secolo come richiesto dall’Accordo di Parigi.

Dopo la pubblicazione del decreto “Fer 1” in Gazzetta Ufficiale, il Gse ha pubblicato venerdì 23 agosto il Regolamento Operativo per l’iscrizione ai Registri e alle Aste previste dal provvedimento.

 

Foto di Marc Pascual da Pixabay




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