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Rassegna del 31 Ottobre, 2019
    

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Ecco un piccolo glossario della terminologia 'eco-friendly'.


Ecco un piccolo glossario della terminologia 'eco-friendly'.

Negli ultimi anni il nostro linguaggio si è arricchito di un sacco di parole un po' strane che però sono diventate d'uso comune. Questo lo si deve al fatto che, per fortuna, siamo diventati molto più attenti all'ambiente e dunque ogni giorno abbiamo a che fare con termini legati al mondo dell'ecologia.

Ma le conosciamo proprio tutte? Ecco dunque un piccolo glossario della terminologia “eco-friendly”.

Per riciclo - o riciclaggio dei rifiuti - intendiamo la lavorazione di materiali di scarto che, anziché essere distrutti (inquinando) o mandati in discarica, vengono riutilizzati per altri scopi. Lo sapevate, ad esempio, che le magliette di alcune squadre di calcio sono frutto del riciclo della plastica?

Sostenibile è un aggettivo che viene utilizzato per indicare tutti quei cibi o oggetti la cui produzione non pesa troppo sull'ambiente - da qui "sostenibile" - e dunque inquina poco. Una forma inglese simpatica e molto usata al posto dell'aggettivo "sostenibile" è eco-friendly, "amica dell'ambiente".

Biodegradabile è un aggettivo che indica la capacità di un materiale di essere degradato in sostanze più semplici (acqua, metano, ecc ...) attraverso l'azione enzimatica di piccoli batteri o altri microrganismi.

Secondo la norma europea si può definire "biodegradabile" un materiale in grado di essere "mangiucchiato" dai batteri per almeno il 90% nel giro di sei mesi.

Compostabile, rappresenta la capacità di un materiale di trasformarsi in compost - un concime naturale- nel giro di tre mesi. La differenza è sottile ma c'è, tanto che, ad esempio, i sacchetti per la spesa compostabili vanno smaltiti nel secchio dell'organico, mentre quelli biodegradabili vanno gettati nel bidone della plastica.

L’impatto ambientale si tratta dell'insieme di trasformazioni apportate ad un determinato ambiente da parte dell'uomo. Una fabbrica di carbone, ad esempio, ha un alto impatto ambientale perché, oltre a consumare risorse per il suo funzionamento (il che include il consumo di territorio necessario per la costruzione di macchinari e infrastrutture), inquina parecchio l'aria.

Green economy è quel tipo di modello economico che, oltre all'aspetto del "guadagno" (investimenti, risorse, produttività ecc …) tiene conto anche dell'impatto ambientale, ossia di quanto la produzione e la lavorazione di una determinata materia andrà ad inquinare il territorio. In pratica è un'economia "verde" che s'interessa di favorire sistemi produttivi il più sostenibili possibile.

Rinnovabile è un altro aggettivo importante. Un materiale o un'energia è rinnovabile quando può rigenerarsi in poco tempo. Il petrolio non è rinnovabile perché ci vogliono migliaia di anni per crearne di nuovo. L'energia solare o quella eolica, invece, sono fonti energetiche pressoché inesauribili.

Che cos’è l’impronta ecologica?

Conosciamo più da vicino uno strumento che ci permette di capire come stiamo trattando la Terra.

Per vivere abbiamo bisogno di sfruttare le risorse che la natura ci dona: cibo da mangiare, acqua da bere, abiti da indossare, suolo da occupare. Ma come facciamo a sapere quanti di questi beni stiamo utilizzando, se stiamo consumando troppo e quanto abbiamo ancora a disposizione? Dobbiamo calcolare l'impronta ecologica!

L'ORMA DELL'UOMO SULLA TERRA

Per misurare la domanda dell’uomo nei confronti del nostro Pianeta si utilizza un indicatore chiamato impronta ecologica: un valore che calcola di quante risorse naturali l’uomo ha bisogno e le confronta con la capacità della Terra di rigenerare quelle risorse.

Potete immaginarla come l’orma di un grande "piedone" sulla sabbia bagnata: il segno più o meno ingombrante del nostro passaggio sul mondo.

Per calcolarla si prendono in esame le abitudini di ciascuno in fatto di scelte alimentari, quantità di rifiuti prodotti, superficie di suolo occupato, abiti o altri beni acquistati, energia consumata, anidride carbonica emessa in atmosfera.

UNA TERRA SOLA NON CI BASTA

Più l’impronta ecologica è alta, più la salute del Pianeta è a rischio: significa che mentre l’uomo non accenna a diminuire le sue richieste, la Terra fatica a "stargli dietro", e non riesce a sostituire ciò che egli ha consumato.

Gli scienziati hanno calcolato che attualmente stiamo vivendo come se avessimo più o meno una Terra e mezza a disposizione, e prima del 2050 arriveremo a consumare come se ne avessimo 2.

L’anno scorso, poi, abbiamo terminato tutte le risorse che la Terra potrebbe rigenerare in un anno ad agosto. Le notizie, quindi, non sono incoraggianti: è chiaro che abbiamo uno stile di vita al di sopra delle nostre possibilità.

COSA POSSIAMO FARE

Per fortuna anche noi, nel nostro piccolo, possiamo contribuire ad abbassare la nostra impronta ecologica. Come? Per esempio, scegliendo, quando possibile, di spostarci in bicicletta o con i mezzi pubblici, piuttosto che farci scarrozzare in auto; o mangiando frutta e verdura di stagione, che non debbano aver compiuto centinaia di chilometri per finire nel nostro piatto; o ancora, ricordandoci di spegnere la luce quando usciamo da una stanza e di non lasciare pc o tv in stand-by quando non li stiamo usando.

 

Foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/OpenClipart-Vectors-30363/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=575657">OpenClipart-Vectors</a> da <a href="https://pixabay.com/it/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=575657">Pixabay</a>




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