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Rassegna del 15 novembre 2018
    

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Raccolta differenziata e riciclo: benefici e vantaggi


Da scarti i rifiuti possono diventare risorse. Il processo circolare che si innesta ha impatti positivi sull'ambiente e apre nuove opportunità economiche

L'Italia ricicla sempre di più. Secondo Legambiente nell'ultimo anno sono aumentati i comuni italiani "rifiuti free", ovvero quelli in cui la raccolta differenziata funziona bene e ogni cittadino produce al massimo 75 kg di pattume da discarica ogni anno. Sono infatti passati dai 486 del 2017 ai 505 del 2018. Con notevoli vantaggi, sia dal punto di vista ambientale sia da quello economico.

I benefici del riciclo

Il riciclo è il processo attraverso il quale i rifiuti vengono valorizzati e reimmessi nel ciclo produttivo. In un mondo che brucia risorse, non è più possibile adottare un sistema di consumo "lineare": si deve tendere alla cosiddetta "economia circolare", basata sul riciclo e sul riutilizzo. La base per consentire questa trasformazione è la raccolta differenziata: ogni materiale, lavorato con processi ad hoc, consente di diminuire i rifiuti che finiscono in discarica. Si ha così un minore impatto sull'ambiente, un risparmio economico nella gestione e una valorizzazione degli "scarti" che crea nuovi settori produttivi e posti di lavoro.

Il riciclo della carta

La carta riciclata produce altra carta, cartone e fibre di cellulosa che possono essere impiegate nella bioedilizia. Il processo non consente solo di prelevare meno materie prime. Consuma meno acqua, elettricità e produce emissioni di Co2 più contenute. Secondo il rapporto annuale di Comieco, nel 2017 i comuni hanno raccolto quasi 3,3 milioni di tonnellate di materiale, cioè circa 54 chilogrammi per abitante. La raccolta differenziata di carta e cartone è quindi aumenta dell'1,6% rispetto al 2016, con un balzo del 6,1% al Sud (dove però si continua a riciclare meno rispetto al Nord). Ad oggi il tasso di riciclo è poco sotto l'80%, ovvero in Italia si riciclano 4 imballaggi su 5.

Il riciclo dell'organico

Con la raccolta differenziata del cosiddetto "umido" si possono ricavare biogas e compost, cioè carburante pulito e terriccio fertile. Anche in questo caso, i vantaggi sono diversi: i rifiuti non vengono dispersi nell'ambiente ma "riprendono vita". Il compost, in particolare, riduce l'utilizzo di fertilizzanti chimici e migliora la qualità dei suoli, con benefici anche per il settore agricolo. Secondo il Consorzio italiano compostatori, la raccolta dei rifiuti organici è cresciuto in media del 10% ogni 12 mesi negli ultimi dieci anni. Si tratta di una fonte particolarmente corposa del riciclo: rappresenta il 41,2% dei rifiuti. Nel 2016 (l'anno a cui si riferisce l'ultimo rapporto) gli impianti italiani hanno trattato 8,7 milioni di tonnellate di rifiuto a matrice organica e prodotto 1,9 milioni di tonnellate di compost.

Metalli, plastica e vetro

Il riciclo di metalli, plastica e vetro generano gli stessi vantaggi: fanno bene all'ambiente, generano posti di lavoro e fanno spazio a nuovi settori produttivi. Non tutti i metalli possono essere riciclati con efficacia. Tra quelli riutilizzabili c'è l'alluminio. Il Consorzio riciclo alluminio afferma che si "risparmia il 95% di energia nella fase produttiva, recupera materia prima preziosa e salvaguarda l'ambiente e le sue importanti risorse naturali". Il vetro riciclato riduce la quantità di materie prime necessarie, soprattutto sabbie silicee e carbonato di calcio. Riduce quindi lo sfruttamento delle cave. C'è poi un risparmio energetico e un calo delle emissioni, dovuti soprattutto a una lavorazione che richiede temperature più basse. La plastica è un materiale estremamente malleabile e decisamente inquinante. Allo stesso modo, però, la plastica riciclata (anziché essere dispersa e finire in discarica) consente di ricreare molti prodotti differenti: componenti per gli scooter, cassette per ortaggi, occhiali, lampade, panchine, poltrone, maglie in pile, sedie, vasi e persino imbottiture per giubbotti.

Le ricadute economiche

Secondo un rapporto della FISE Unire (l'Associazione che rappresenta le aziende del recupero rifiuti) dello scorso dicembre, l'industria italiana del riciclo fattura 23 miliardi di euro all'anno, l'1% del Pil. L'Italia ricicla il 79% del rifiuto raccolto, come la Germania, più di Francia e Gran Bretagna e oltre la media europea (51%). Nel 2016 (anno a cui si riferiscono i dati) è aumentato il riciclo in tutti i settori, in particolare dell'alluminio, dell'acciaio e del legno. Gli imballaggi sono arrivati al 67%, l'organico al 41,2%.

 

Fonte: sky tg24, 12 novembre 2018




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