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Le Nazioni Unite confermano: il buco dell’ozono si sta chiudendo


Le Nazioni Unite confermano: il buco dell’ozono si sta chiudendo

Lo strato di ozono protettivo della Terra sta finalmente risanando i danni causati da spray aerosol e refrigeranti. A confermarlo è un rapporto intitolato Scientific Assessment of Ozone Depletion, pubblicato il 5 novembre dall’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm) e dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (Pnue), assieme a Noaa, Nasa e Commissione europea.

Lo strato di ozono iniziò ad assottigliarsi alla fine degli anni ’70. La scienza lanciò l'allarme e le sostanze chimiche responsabili della riduzione dello strato di ozono sono state negli anni gradualmente eliminate in tutto il mondo.

Come risultato, lo strato superiore di ozono sopra l'emisfero settentrionale dovrebbe essere completamente riparato entro il 2030 e il buco dell’ozono antartico dovrebbe chiudersi entro il 2060, secondo una valutazione scientifica rilasciata durante la conferenza di Quito, in Ecuador. L'emisfero australe è un po' in ritardo e il suo strato di ozono dovrebbe risanarsi entro la metà del secolo.

"È davvero una buona notizia", ha affermato il co-presidente del rapporto Paul Newman, capo scienziato della Terra presso il Goddard Space Flight Center della NASA. "Se le sostanze che riducono lo strato di ozono avessero continuato ad aumentare, avremmo visto effetti enormi. L'abbiamo fermato."

In alto nell'atmosfera, l'ozono protegge la Terra dai raggi ultravioletti che causano il cancro alla pelle, danni alle colture e altre gravi ripercussioni sulla salute e sul benessere dell’uomo e dell’ambiente. L'uso di prodotti chimici artificiali chiamati clorofluorocarburi (CFC), che rilasciano cloro e bromo, sono i responsabili della riduzione dello strato di ozono. Nel 1987, i paesi di tutto il mondo hanno concordato nel protocollo di Montreal di eliminare gradualmente i CFC e le imprese hanno proposto di sostituire le bombolette spray e altri usi.

A partire dal 2000, secondo la relazione, lo strato di ozono in alcune porzioni della stratosfera si è riformato ad un ritmo compreso tra l’1 e il 3% per decennio. Quest'anno, il buco dell'ozono sopra il Polo Sud ha raggiunto quasi 9,6 milioni di miglia quadrate (24,8 milioni di chilometri quadrati), riducendosi così del 16% rispetto al buco più grande registrato - 11,4 milioni di miglia quadrate (29,6 milioni di chilometri quadrati) nel 2006.

Se non fosse stato fatto nulla per fermare il diradamento, il mondo avrebbe distrutto due terzi del suo strato di ozono entro il 2065, ha affermato Newman, ma non è ancora un successo completo, secondo quanto dichiarato da Brian Toon dell'Università del Colorado. "Siamo solo a un punto in cui la ripresa ha avuto inizio", ha dichiarato Toon, indicando alcune misurazioni dell'ozono che non sono ancora aumentate. Un altro problema evidenziato dal rapporto, ad esempio, è che la nuova tecnologia ha trovato un aumento delle emissioni dall'Asia orientale di un CFC bandito.

Inoltre, un altro importante aspetto da prendere in considerazione è che il buco dell'ozono ha leggermente protetto l'Antartide dagli effetti molto più grandi del riscaldamento globale - si è riscaldato, ma non quanto sarebbe stato probabilmente senza la riduzione dell'ozono, ha affermato Ross Salawitch, uno scienziato atmosferico dell'Università del Maryland che ha redatto il rapporto. Uno strato di ozono guarito, quindi, peggiorerà un po' il cambiamento climatico causato dall'uomo, secondo quanto affermato da Newman. Gli scienziati non sanno definire quanto un buco dell’ozono risanato riscalderà ulteriormente l'Antartide, ma conoscono gli effetti immediati della riduzione dell'ozono sul mondo e sulla salute umana, quindi "sarebbe incredibilmente irresponsabile non farlo", ha affermato Salawitch.

Quanto alle sostituzioni ora utilizzate per raffreddare auto e frigoriferi, devono essere sostituite con prodotti chimici che non peggiorino il riscaldamento globale, ha dichiarato Newman. Un emendamento al Protocollo di Montreal che entrerà in vigore l'anno prossimo ridurrebbe l'uso di alcuni di questi gas.

"Non credo che possiamo cantare vittoria fino al 2060", ha detto Newman. "Sarà compito dei nostri nipoti."

 

 

Nunzia Vallozzi

Ufficio Stampa Web - ESO

 

 

Fonte e photo credits: NBC NEWS




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