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La Svizzera annuncia l’obiettivo zero emissioni per il 2050


La Svizzera annuncia l’obiettivo zero emissioni per il 2050

Il Paese elvetico diventa il quarto Stato europeo, dopo Uk, Francia e Svezia, a porre l’obiettivo zero emissioni entro metà secolo

L’annuncio pubblicato dal Consiglio federale della Confederazione svizzera: sfruttando tecnologie già disponibili e risorse rinnovabili possibile tagliare del 95% le emissioni in alcuni settori chiave

Il Consiglio federale della Confederazione svizzera ha annunciato l’approvazione di un programma per raggiungere le zero emissioni nette entro il 2050: il Paese elvetico diventa così il quarto Stato europeo dopo Francia, Regno Unito e Svezia, a fissare l’obiettivo di neutralità climatica entro metà secolo.


Secondo quanto riportato nel comunicato stampa del Consiglio federale svizzero, la stesura del programma sarebbe stata avviata in risposta al report dell’Intergovernmental Panel on Climate Change dello scorso ottobre secondo cui erano necessarie azioni più incisive per limitare il riscaldamento globale entro gli 1,5°C, così come fissato dall’Accordo di Parigi.


“Dobbiamo tagliare le nostre emissioni di gas serra in maniera più rapida e incisiva– ha commentato il Ministro dell’Ambiente svizzero, Simonetta Sommaruga – In quanto nazione innovativa, la Svizzera è nelle migliori condizioni per raggiungere questo obiettivo”.

 

Nel 2016, la Confederazione elvetica aveva fissato l’obiettivo di ridurre del 70-85% rispetto ai valori registrati nel 1990, le proprie emissioni di carbonio entro il 2050. Gli allarmanti report dell’IPCC hanno però indotto il Governo svizzero ad alzare l’asticella e puntare alla neutralità di carbonio per la stessa data.


Una scelta che lo stesso Consiglio federale collega anche all’imminente summit sul clima delle Nazioni Unite che si terrà a New York il prossimo 23 settembre: un’occasione in cui, come sottolineato dal Segretario ONU, Antonio Guterres, solo i rappresentati di nazioni che abbiano manifestato l’intenzione a mettere in atto programmi ambiziosi di contrasto al cambiamento climatico saranno invitati a intervenire davanti all’assemblea plenaria.


D’altra parte, la Svizzera è uno degli Stati europei in cui la crisi climatica sta agendo con maggiore evidenza: nel documento presentato dal Consiglio federale si legge che le temperature stanno aumentando a un ritmo doppio in Svizzera rispetto alla media globale.


Il programma elvetico prevede di tagliare il 95% delle emissioni in settori come trasporti, edilizia e industria sfruttando tecnologie già attualmente disponibili e utilizzando risorse rinnovabili: “C’è anche il potenziale di ridurre i gas serra, in particolare metano e protossido di azoto prodotti dall’agricoltura – si legge nel comunicato della Confederazione svizzera –  Inoltre, la riduzione delle emissioni prodotte in altri Paesi farà parte della strategia”.


Un ruolo importante è affidato anche ai pozzi naturali di CO2, come foreste e terreni umidi, che dovranno essere tutelati ed estesi il più possibile secondo quanto annunciato dal Consiglio federale svizzero. Allo stesso tempo, il programma guarda con fiducia alle tecnologie di cattura e stoccaggio della CO2, un settore in cui la Svizzera sta portando avanti progetti all’avanguardia: solo pochi mesi fa, ad esempio, è stato avviato il primo esperimento mondiale di stoccaggio di CO2 in un sito sotterraneo nei pressi di un centro abitato.

 

 

Foto di pasja1000 da Pixabay

 




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