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Rassegna del 3 Ottobre 2019
    

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End of waste: le associazioni chiedono interventi urgenti


End of waste: le associazioni chiedono interventi urgenti

Il legislatore consenta alle regioni di autorizzare il riciclo "caso per caso" nel rispetto della direttiva europea. L'appello firmato da Greenpeace, Legambiente e Wwf  di R. Bellantone

 

Le associazioni ambientaliste Greenpeace, Legambiente e WWF Italia esprimono la loro preoccupazione per le difficoltà e le situazioni di crisi di numerose attività di riciclo dei rifiuti generate da carenze normative in materia di autorizzazione per la cessazione della qualifica di rifiuto dopo adeguato trattamento (End of Waste). Il riciclo dei rifiuti è un’attività centrale dell’economia circolare che consente di ridurre gli impatti del prelievo di risorse naturali, dei consumi di energia e di emissioni di gas serra, nonché di diminuire la quantità dei rifiuti da smaltire in discarica o mediante incenerimento.

“Riteniamo – dichiarano le associazioni – sia necessario intervenire con urgenza attraverso l’introduzione di una nuova norma che consenta alle Regioni di autorizzare il riciclo “caso per caso”, nel pieno rispetto dei criteri dettati dal paragrafo 2, dell’art. 6 della direttiva 98/2008/UE, per le attività non ancora regolate da decreti nazionali o da regolamenti europei, sostenendo così la continua eco-innovazione, sbloccando il recupero di importanti quantità di rifiuti in condizioni di sicurezza ambientale e permettendo all’Italia di raggiungere i nuovi target europei in materia.

Riteniamo, altresì, che tali autorizzazioni regionali debbano confluire in un apposito Registro nazionale presso il Ministero dell’Ambiente in modo da poter essere sottoposte a specifici controlli al fine di garantire il rispetto delle condizioni  e dei criteri citati nonché di assicurare un’applicazione uniforme nell’intero territorio nazionale.

Occorre, infine, accelerare l’emanazione dei decreti nazionali di cessazione della qualifica di rifiuto (End of Waste), rafforzare le strutture ministeriali dedicate alla predisposizione di tali decreti e semplificare i procedimenti in modo da ridurre la durata degli stessi, sino ad oggi eccessiva, senza, tuttavia, diminuire le garanzie di protezione per l’ambiente e per la salute”.

 

 




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