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Rassegna del 15 Maggio, 2020
    

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Cicloturismo: la nostra guida per una vacanza green su due ruote - di Alessandro Giurelli


Cicloturismo: la nostra guida per una vacanza green su due ruote - di Alessandro Giurelli

Pronti per una vacanza green su due ruote? L’imbarazzo della scelta è tanto: ecco una doppia selezione di cicloturismo per voi

Se desiderate una modalità di viaggio ecosostenibile e a impatto zero e senza dover prenotare nessun biglietto (di treno, aereo o traghetto) allora la soluzione che fa per voi si chiama cicloturismo. Pedalata dopo pedalata, sono molteplici gli itinerari in bici che offrono esperienze mozzafiato in scenari unici.

Una delle regioni che sta puntando maggiormente su questo settore è quella marchigiana, premiata per il progetto Marche Outdoor da Lonely Planet Best in Travel, al secondo posto tre le dieci migliori destinazioni al mondo e unica italiana in classifica.

Per il 2020, la regione punta tutto sulla vacanza green su due ruote, attraverso un progetto di valorizzazione del territorio, che prevede una serie di itinerari aperti a tutti i tipi di ciclisti, dai principianti ai più esperti.

Sono previsti 24 percorsi, che si snodano per più di 2.000 chilometri dall’Appennino all’Adriatico, offrendo una varietà di tracciati che vanno dalla ghiaia al downhill. L’obiettivo del progetto Marche Outdoor è quello di rilanciare i luoghi duramente colpiti dal sisma del 2016 attraverso la fusione del paesaggio con le tradizioni della regione, garantendo una esperienza unica nella natura incontaminata del litorale.

L’Emilia Romagna è una regione che, grazie alla sua conformazione geografica, si presta particolarmente ai tour by bike. Ricca di itinerari da percorrere, su tutti spiccano quelli delle Ciclovie dei Parchi.

Si tratta di dieci percorsi ciclabili che si snodano fra la riserva naturale del Secchia e i parchi limitrofi. La scelta dei tracciati è stata fatta partendo da uno studio di fattibilità realizzato dal Cts (Centro turistico studentesco e Giovanile) che ha selezionato le aree protette a maggiore vocazione cicloturistica, individuando percorsi adatti a un pubblico eterogeneo.

Fra i più belli, consigliamo la Ciclovia del Taro, che partendo dalla stazione ferroviaria di Collecchio, si immerge all’interno del parco omonimo fino a toccare gli antichi canali del fiume, e la suggestiva Ciclovia del Parco dei Sassi, che attraversa i borghi medievali di Roccamalatina e Montecorone.

Altri suggerimenti di vacanza green su due ruote

Se ancora pensate che non sia abbastanza, il Trentino ospita la bike area più grande d’Italia, con oltre 1.000 chilometri di percorsi, per ogni tipo di difficoltà.

Dalle Dolomiti fino al Lago di Garda, passando per i ghiacciai dell’Adamello, si tratta del paradiso di ogni appassionato delle due ruote: 40 tour cross country e marathon, 1.000 chilometri per la mountain bike, 3 piste ciclabili per oltre 100 chilometri, 13 trail enduro all-mountain e 13 trail downhill.

I parchi a disposizione sono tre: il Bike Park Val di Sole, il Bike Park Ponte di Legno Tonale e l’adrenalinico Brenta Bike Park, che si sviluppa con più di 300 chilometri distribuiti su un dislivello variabile fra i 7.700 e i 4.600 metri.

E non finisce qui: arrivati al termine di una giornata all’aperto, la Bikeland trentina mette a disposizione ogni tipo di comodità grazie agli oltre 50 bike hotel, dotati di tutte le comodità per voi e per la vostra compagna a due ruote.

Anche la Fiera del Cicloturismo (che per l’emergenza Covid-19 è stata posticipata da marzo a data da destinarsi) ha stilato una classifica delle ciclabili italiane più interessanti. Vediamole percorrendole, idealmente, da Nord a Sud.

Valtellina (Lombardia)

Dai percorsi cicloturistici adatti alle famiglie, ai passi alpini dello Stelvio, Gavia e Mortirolo che hanno fatto la storia del ciclismo, fino ad arrivare ai percorsi per mountain-bike immersi nel verde: la Valtellina, al confine tra Italia e Svizzera, nel nord della Lombardia, è il paradiso delle due ruote.

Tra i percorsi da non perdere, il Sentiero Valtellina, un itinerario ciclopedonale, immerso nella natura, che si sviluppa lungo il fiume Adda tra Colico (sul lago di Como) e Bormio per una distanza complessiva di 114 km.

Terres Monviso (Piemonte e Francia)

VéloViso è il progetto transfrontaliero che unisce Italia e Francia nelle Terre del Monviso. Un’idea volta a valorizzare l’offerta di vacanza green a due ruote attraverso la messa in rete di operatori, di percorsi e dei territori che uniscono le valli del Po, Varaita, Maira, Grana e Stura e la pianura saluzzese sul versante italiano, il Guillestrois, l’Ubaye e il Queyras sul lato francese.

Questa zona è caratterizzata da una forte vocazione turistica legata alla bicicletta: diversi successi sportivi del Tour de France e del Giro d’Italia sono stati realizzati sugli oltre 16 valichi di montagna di quest’area.

Ecco perché Italia e Francia hanno deciso insieme di rinforzare l’offerta cicloturistica del territorio transfrontaliero del Monviso. Il risultato? 125 percorsi e 3mila km in bici intorno al Monviso, una rete cicloturistica per sportivi e famiglie che coinvolge 6 valli della Provincia di Cuneo e 4 francesi.

Online troverete le mappe e gli itinerari con le informazioni tecniche per le giornate in bicicletta, i punti noleggio MTB, biciclette e e-bike, gli sherpa bus per il trasporto dei bagagli, le strutture ricettive bike friendly, i punti ristoro e i ristoranti dove mangiare, le ciclo officine per un’assistenza a 360°.

Bike to Coast (Abruzzo)

Una pista ciclabile che percorre i 130 km dell’intero tratto costiero abruzzese, con la valorizzazione degli itinerari per mountain bike, dei circuiti downhill nelle colline e nelle montagne abruzzesi e dei numerosi percorsi cicloturistici.

L’offerta Abruzzo Bike friendly è organizzata in ottica di integrazione fra promozione istituzionale e proposte commerciali, attraverso una rete di strutture ricettive e servizi complementari, per valorizzare un modello di accoglienza per una vacanza smart in grado di soddisfare le esigenze di chi ama vivere il territorio in modo sostenibile, coniugando lo sport con la scoperta di luoghi, paesaggi e culture.

Un Disciplinare che si inserisce nella più ampia politica regionale a favore del turismo attivo e sostenibile, che indica modalità e procedure per realizzare un sistema ricettivo e dei servizi ecosostenibile condiviso, nel rispetto del Protocollo d’Intesa sottoscritto con Legambiente, nell’intento di salvaguardare l’autenticità dei luoghi e nell’ottica di un’ulteriore valorizzazione della natura e dei parchi abruzzesi.

La Via Silente (Campania)

Attraversa con il suo anello di 600 km e i suoi dislivelli tutt’altro che trascurabili, una delle aree protette più vaste d’Italia: quella del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni.

La Via Silente però non è soltanto un tracciato per cicloviaggiatori, ma il racconto di un territorio caratterizzato da tanti piccoli particolari, da paesaggi straordinari che cambiano volto a ogni curva, dall’accoglienza semplice delle persone che abitano i borghi marinari e i villaggi montani.

La Via Silente è esperienza di conoscenza di un mondo antico, ricco di tradizioni e folclore, in cui ci si sente accolti coccolati e accuditi come in una grande famiglia ed è esperienza di silenzio intenso, non come assenza di suoni ma come qualità d’ascolto.

Così il tamburellare del Picchio nascosto tra i faggi e il suono delle fronde dei Pini d’Aleppo scosse dal vento lungo la costa diventeranno la colonna sonora di un viaggio unico e indimenticabile.

 

 

 

Foto di Damian Konietzny da Pixabay





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