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ISSUE 435

Emendamenti al Milleproroghe: le modifiche approvate

rinnovabili.it

Emendamenti al Milleproroghe: le modifiche approvate

Dalle deroghe per l’edilizia privata alla proroga della semplificazione operativa pensata per aiutare le imprese energivore, passando per il rifinanziamento dell’inviato per il clima. Ecco le novità approvate alla Camera sul disegno di conversione in legge del DL 200/2025


I primi emendamenti al Milleproroghe esitati favorevolmente

Prosegue l’iter parlamentare per la conversione in legge del DL 31 dicembre 2025, n. 200, il provvedimento recante disposizioni urgenti in materia di termini normativi. Il 16 febbraio le commissioni riunite Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno reso noti i primi emendamenti al Milleproroghe approvati, a cui è seguito l’esame delle proposte accantonate.

In attesa di conoscere gli emendamenti dei relatori – previsti per questa stessa settimana – vediamo da vicino quali novità sono state assorbite per i temi trattati da Rinnovabili. Va fatta subito una precisazione: al momento, tra le proposte emendative esitate favorevolmente, non sono presenti differimenti temporali che interessano direttamente le energie rinnovabili. Il focus, almeno per ora, è riservato a temi ambientali ed edilizi.


Il capitolo edilizio

Tra gli emendamenti al Milleproroghe 2026 spuntano, ad esempio, interventi sulle deadline delle norme del 2022 a sostegno dell’edilizia privata e delle semplificazioni apportate agli interventi considerati prioritari e strategici dallo “Sblocca Cantieri”.

Nel dettaglio, si stabilisce che i termini di inizio e di ultimazione dei lavori edilizi relativi a permessi di costruire, segnalazioni certificate di inizio attività (SCIA) e autorizzazioni ambientali, rilasciati o formatisi fino al 31 dicembre 2025, siano prorogati di 48 mesi anziché i 36 previsti inizialmente. Questa estensione temporale di quattro anni nasce per compensare le oggettive difficoltà di approvvigionamento dei materiali e gli incrementi eccezionali dei loro prezzi che hanno rallentato il settore. Ricordiamo che, affinché tale beneficio sia efficace, è necessario che l’interessato invii una comunicazione formale all’amministrazione competente manifestando la volontà di avvalersi della proroga, a condizione che i termini originari non siano già decorsi al momento della notifica.

Parallelamente, la disciplina estende a 48 mesi anche la proroga al termine di validità e ai termini di inizio e fine lavori previsti dalle convenzioni di lottizzazione, dagli accordi similari della legislazione regionale e dai relativi piani attuativi o atti propedeutici formatisi entro il 31 dicembre 2025 (e non più fino al 31 dicembre 2024).

Dilazione dei termini anche per gli interventi considerati prioritari e strategici (come richiamati dal Codice dei contratti pubblici) dal celebre “Sblocca Cantieri”, il decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32. Si porta al 2026 il termine entro cui le varianti apportate al progetto definitivo già approvato dal CIPESS potranno seguire un iter semplificato. Tali modifiche, siano esse introdotte durante la redazione del progetto esecutivo o nel corso della realizzazione dei lavori, vengono approvate esclusivamente dal soggetto aggiudicatore, che ne cura anche la localizzazione. Se necessario, il soggetto aggiudicatore può convocare una specifica Conferenza di servizi.

Ricordiamo che tale procedura accelerata è applicabile a condizione che il valore della variante non superi il 50 per cento del valore del progetto originariamente approvato; qualora tale soglia venga invece superata, la competenza torna al CIPESS.


Semplificazioni per i cementifici

Si interviene direttamente anche sulla norma contenuta nell’articolo 4, comma 5-bis del DL 1 marzo 2022, n. 17, con cui sono state introdotte misure urgenti contro il caro energia. Il comma in questione ha introdotto una semplificazione operativa pensata per aiutare le imprese energivore — e più specificatamente i cementifici — a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili tradizionali, favorendo il recupero energetico dai rifiuti.

Nello specifico, è stato previsto che per gli impianti autorizzati alle operazioni di recupero energetico (operazione R1), i tradizionali vincoli imposti su base oraria, giornaliera o mensile venissero sospesi a favore di un unico limite: il quantitativo massimo annuo di materiale effettivamente avviato al recupero energetico. L’emendamento al decreto Milleproroghe estende la durata di questa agevolazione, per far sì che tali disposizioni si applichino fino al 31 dicembre 2026.


L’Inviato speciale per il clima

Altro intervento degno di nota è quello sull’articolo 12 del D.L. 44/2023 in merito alla figura dell’Inviato speciale per il cambiamento climatico. La proposta emendativa approvata ne garantisce la continuità operativa e finanziaria per un ulteriore biennio, coprendo gli impegni internazionali dell’Italia nei negoziati sul clima anche per il prossimo futuro.

Nel dettaglio, il finanziamento destinato a pagare lo stipendio dell’Inviato speciale (fissato nel limite massimo di 238.380 euro annui) viene prolungato fino al 2027, e si prevede che lo stanziamento di 110.000 euro previsto a copertura delle missioni internazionali sia garantito per lo stesso lasso di tempo.


Riutilizzo delle acque reflue depurate

Tra gli interventi di modifica anche quello inerente il Decreto-Legge 14 aprile 2023, n. 39 per il contrasto della scarsità idrica. L’emendamento approvato estende di un altro anno il riutilizzo a scopi irrigui in agricoltura delle acque reflue depurate dagli impianti di depurazione. Il termine temporale passa cos’ dal 31 dicembre 2025 al 31 dicembre 2026.

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