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ISSUE 435

Non solo Sanremo: la sfida ambientale della musica dal vivo che può ispirare l’Ariston

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Non solo Sanremo: la sfida ambientale della musica dal vivo che può ispirare l’Ariston

Concerti e festival musicali rappresentano da sempre alcuni dei momenti più attesi dell’anno, occasioni irrinunciabili di aggregazione ed emozioni collettive. Dietro le luci della ribalta si nasconde, però, un impatto ambientale rilevante e spesso sottovalutato. Secondo uno scenario delineato da ClimateSeed − startup specializzata nella decarbonizzazione − un singolo concerto può arrivare a generare fino a 42 tonnellate di CO₂, una cifra che si traduce in circa 12,8 kg per ogni partecipante, secondo il Journal of Sustainable Tourism. Nonostante l’industria dell’intrattenimento stia mostrando segnali positivi di riorganizzazione ecologica, il percorso verso eventi a minor impatto resta una sfida complessa che richiede interventi strutturali.


Quanto inquinano i concerti? Il peso della logistica e della mobilità

Per comprendere la portata del problema è necessario analizzare i dati. Materiali di scena, strutture e ristorazione hanno un loro peso, ma è il trasporto − del pubblico e delle attrezzature − a costituire la componente dominante delle emissioni totali (il 70% secondo Climate Seed). Studi recenti, come quelli di Seaside Sustainability del 2024, evidenziano che un festival medio di tre giorni può emettere circa 500 tonnellate di CO₂, pari a 5 kg per persona al giorno. A pesare sul bilancio del carbonio non sono solo gli spostamenti del pubblico e delle attrezzature, ma anche i pernottamenti in hotel o campeggi e l’enorme fabbisogno energetico: un singolo concerto può consumare circa 86.202 kWh totali, ovvero 26 kWh per spettatore.


Meno auto private più spostamenti in treno

Proprio per questo, la mobilità sostenibile è diventata la priorità per gli organizzatori più attenti. L’obiettivo è disincentivare l’uso dell’auto privata, responsabile della maggior parte dell’inquinamento indiretto dell’evento. Un ruolo fondamentale è svolto dal trasporto su rotaia: numerosi artisti e festival hanno attivato partnership dirette con Trenitalia per promuovere viaggi più ecologici. Grazie all’offerta Speciale Eventi, i fan possono usufruire di sconti fino al 75% sulle Frecce per raggiungere i concerti di grandi star internazionali e italiane come Vasco Rossi, Metallica, Linkin Park, Cesare Cremonini o Geolier per il 2026. Per conoscere l’elenco completo e aggiornato degli show convenzionati, è possibile consultare la pagina dedicata alle offerte musica di Trenitalia. 

Anche Italo Treno si sta muovendo sul fronte della sostenibilità legata ai grandi eventi, attivando partnership per disincentivare l’uso dell’auto. Un esempio per il 2026 è la collaborazione per il tour L’OraZero di Renato Zero, che offre ai fan sconti fino all’80% per raggiungere le tappe dei concerti in treno. Per rimanere aggiornati su tutte le convenzioni attive, è possibile consultare la pagina dedicata.


Mobilità integrata: non solo treni, ma anche città più accessibili

Tuttavia, il viaggio non finisce in stazione. Per una vera svolta green, è fondamentale ripensare la mobilità urbana dell’ultimo miglio. Spesso le location dei grandi eventi sono situate in zone periferiche o mal collegate, e l’afflusso massiccio di persone manda in tilt il sistema ordinario che a volte nemmeno prevede i mezzi dopo una certa ora. Per incentivare realmente l’abbandono dell’auto, le amministrazioni e gli organizzatori dovrebbero garantire un potenziamento drastico delle corse e navette straordinarie, evitando che il pubblico si trovi bloccato o stipato in mezzi insufficienti. Sarebbe auspicabile, inoltre, recuperare iniziative virtuose viste in passato in città come Milano, dove il codice univoco del proprio biglietto del concerto dava diritto a un abbonamento giornaliero gratuito per i mezzi pubblici: un modello di integrazione tariffaria che renderebbe la scelta ecologica anche la più comoda ed economica per lo spettatore, sia per quello che arriva da fuori città che per i residenti.


La gestione dei rifiuti negli stadi verso l’economia circolare

Un altro fronte importante per una maggior sostenibilità degli eventi è quello della gestione dei rifiuti, in particolare della plastica che rappresenta da sempre un problema. Un esempio da poter seguire in tal senso è rappresentato dallo Stadio Olimpico di Roma che, grazie alla collaborazione con il consorzio Coripet, ha installato all’interno della propria struttura di ecocompattatori per la raccolta e il riciclo degli imballaggi in plastica, evitandone la dispersione nell’ambiente. 

Vi sono poi aziende − tra le quali ad esempio l’italiana Eurven − che hanno introdotto il servizio di noleggio di ecocompattatori incentivanti per eventi in location temporanee, come concerti, fiere e sagre. Una soluzione flessibile che permette anche ai festival ed eventi itineranti di adottare il sistema per il tempo necessario, stipulando magari anche partnership con attività in loco o con l’organizzazione stessa per rendere la raccolta premiante, mediante sconti immediati, incentivi o gadget.


L’acqua come risorsa: stop alla plastica monouso (ma la strada è ancora lunga)

Strettamente connesso al tema dei rifiuti è quello dell’idratazione. Troppo spesso ancora, i concerti sono sinonimo di tappeti di bottigliette di plastica calpestate a fine serata. Oggi, fortunatamente, la tendenza internazionale punta all’installazione di distributori gratuiti d’acqua, le cosiddette “water stations”, per eliminare alla fonte migliaia di contenitori monouso. Tuttavia, la strada verso la piena sostenibilità incontra ancora ostacoli tra cui quelli legati alla sicurezza: spesso, infatti, le borracce in acciaio o alluminio non sono ammesse all’ingresso, così come il vetro (a ragion veduta). Di conseguenza, la soluzione più pratica ed ecologica per il pubblico, laddove sia garantita la presenza di fontanelle, è diventata l’uso di bicchieri richiudibili da borsa: compatti e sicuri, permettono di usufruire dell’acqua gratuita senza infrangere i regolamenti.


L’esempio dei grandi tour internazionali, dai Coldplay ai Depeche Mode

A livello globale, secondo l’organizzazione AGF (A Greener Future), è in costante crescita il numero di eventi che monitorano le proprie emissioni. I Coldplay sono diventati il simbolo di questa rivoluzione con il tour Music of the Spheres: le loro emissioni sono state misurate e certificate dal MIT (Massachusetts Institute of Technology). Grazie a simpaticissime soluzioni, inoltre, durante gli eventi dal vivo i fan della band hanno potuto attivamente contribuire al taglio delle emissioni di CO₂ ballando sulla pavimentazione cinetica appositamente installata o pedalando sulle cyclette presenti in alcune aree dello stadio, divertendosi e generando, al contempo, energia rinnovabile. 

Sulla stessa linea si muovono i Depeche Mode che, prima con Global Spirit Tour e più recentemente con il Memento Mori Tour, hanno stretto una partnership con Hublot per per sensibilizzare e raccogliere fondi a favore di Charity: Water (2017) − organizzazione non profit che fornisce acqua pulita alle persone di tutto il mondo − e per sostenere la Conservation Collective (2023), finanziando progetti di pulizia degli oceani e bandendo la plastica monouso dai backstage. Anche artisti come Massive Attack, Radiohead, Billie Eilish e molti altri hanno fatto della sostenibilità un marchio di fabbrica, richiedendo standard ecologici severi ai promoter di tutto il mondo.


Tecnologie smart e rinnovabili: come alimentare i tour del futuro

Il cambiamento deve passare anche dal fabbisogno energetico. Oggi, fortunatamente, la tecnologia offre soluzioni alternative più sostenibili del passato e, soprattutto, rinnovabili. Numerosi festival all’estero stanno diventando laboratori di innovazione: Glastonbury ha alimentato interi palchi con un mix di solare, eolico e persino energia derivata dal letame, mentre il Coachella ha introdotto “parchi giochi energetici” educativi, in cui i partecipanti, pedalando o dondolando su un’altalena, generano elettricità mentre imparano quanta energia è necessaria per alimentare gli oggetti di uso quotidiano. 

Parallelamente, anche la logistica dei tour sta cambiando pelle, con una gestione più razionale dei carichi e il noleggio di attrezzature in loco per evitare di spostare tonnellate di materiale da una città all’altra: ad esempio, per il loro M72 World Tour, i Metallica hanno sostituito i vecchi tir con una flotta di veicoli IVECO alimentati a biometano, idrogeno ed elettricità, dimostrando che è possibile ridurre l’impatto ambientale anche spostando tonnellate di attrezzature da un paese all’altro. 


Festival più consapevoli in Italia

Anche l’Italia sta rispondendo presente all’appello climatico con iniziative di rilievo. Elisa, ad esempio, nel suo concerto a San Siro dello scorso giugno ha utilizzato un palco alimentato con biofuel HVO e ha implementato un monitoraggio ambientale in tempo reale. I Pinguini Tattici Nucleari si sono distinti per la promozione attiva della raccolta differenziata e dell’uso dei mezzi pubblici.

Guardando ai festival, il panorama è altrettanto vivace. In Umbria, il festival Suoni Controvento ha ottenuto il primato come primo festival italiano con certificazione ufficiale di carbon footprint, utilizzando strutture leggere e compensando la CO₂ residua con crediti certificati. Storico è anche l’impegno dello Sherwood Festival di Padova, che dal 2018 ha ridotto del 50% le proprie emissioni lavorando su trasporti e materiali, e “adottando” nuovi alberi per tutelare le foreste in Italia e all’estero. 

Per quanto riguarda i grandi eventi vi è poi l’esempio del Firenze Rocks, che si è posto come obiettivo generale di ridurre entro il 2030 i consumi e le emissioni di CO2 del 50%, insieme alla produzione di rifiuti. Tornando all’incentivazione della mobilità sostenibile, il Rock in Roma lo scorso anno ha attivato diverse partnership, tra cui una con Lime (servizio di micromobilità elettrica condivisa), che ha previsto il posizionamento di e-bike e monopattini elettrici in punti dedicati vicino alle principali fermate delle navette, garantendo un collegamento rapido direttamente all’ingresso del festival. 

La musica ha il potere di unire le persone; ora ha anche il dovere di unirle nella protezione del pianeta che ci ospita. 

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