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ISSUE
438
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focus.it

BALANGERO (TORINO)
STORIA DEL SITO
In quest’area era presente la più grande miniera di crisotilo, un minerale di amianto, d’Europa, attiva fino al 1990. Sono presenti stabilimenti estrattivi, l’amianto e gli scarti dell’attività estrattiva: milioni di metri cubi di pietrisco e migliaia di metri cubi di fanghi stoccati in bacini di sedimentazione lungo i corsi d’acqua principali.
PROBLEMI PER LA SALUTE
Il problema principale sono le patologie legate all’amianto come il mesotelioma (casi emersi fino al 2014) e l’asbestosi (anche casi recenti). A rischio soprattutto chi lavorava nella miniera, ma anche chi risiede o risiedeva nei suoi pressi. Un aumento dei casi è emerso anche per tumori dell’apparato respiratorio, dell'esofago, della cavità orale, della laringe, del peritoneo e dell'ovaio.
CASALE MONFERRATO (ALESSANDRIA)
STORIA DEL SITO
Stabilimento ex Eternit attivo fino al 1986, il più grande produttore di manufatti in cemento-amianto in Europa. Le fibre di amianto sono state disperse nell'aria, sui vestiti degli operai e attraverso i prodotti. Gli scarti venivano inoltre distribuiti gratuitamente ai cittadini che li usavano per le pavimentazioni o per i sottotetti.
PROBLEMI PER LA SALUTE
I principali problemi riguardano malattie che colpiscono i polmoni, soprattutto asbestosi (una patologia cronica e irreversibile) e il mesotelioma (un tumore raro), ma è emerso un aumento del rischio anche per tumore del polmone, della pleura e dell’ovaio. Più della metà di queste malattie sono causate dall’esposizione all’amianto per ragioni professionali, di residenza vicino allo stabilimento o di convivenza con un operaio.
BRESCIA-CAFFARO (BRESCIA)
STORIA DEL SITO
La Caffaro è un’azienda chimica attiva dagli inizi del ‘900 e fino al 1984 ha prodotto una varietà di composti organici derivati dal cloro tra cui i policlorobifenili (PCB), oggi vietati in quanto cancerogeni. Gli scarti di lavorazione venivano riversati in un corso d’acqua comunicante con la rete delle rogge di Lombardia e Piemonte. La contaminazione deriva soprattutto da metalli pensanti e PCB, trovato negli alimenti coltivati in zona e nel sangue dei residenti.
PROBLEMI PER LA SALUTE
Il PCB può alterare la risposta immunitaria e favorire l’insorgenza di tumori. Negli ex lavoratori dello stabilimento è emerso un aumento di mortalità per cancro del sangue, del polmone e del fegato. Tra le persone più esposte a PCB è maggiore anche il rischio di demenza. Il composto è poi collegato a mortalità per malformazioni congenite e sindromi perinatali. In tempi recenti, sono stati fatti interventi per ridurre il problema.
SEVESO (MONZA BRIANZA)
STORIA DEL SITO
Il 10 luglio 1976, a causa di un incidente in un reattore, una nube di Tcdd, una varietà di diossina particolarmente tossica, si sprigiona dalla fabbrica di cosmetici Icmesa di Seveso. Le ultime stime hanno calcolato una fuoriuscita dai 13 ai 18 kg di inquinante. L’incidente, conosciuto come il disastro di Seveso, è considerato uno dei peggiori disastri ambientali della storia.
PROBLEMI PER LA SALUTE
La diossina provocò immediatamente infiammazione agli occhi e cloracne, una dermatosi con lesioni e cisti sebacee, e colpì almeno 240 persone, soprattutto bambini. La Tcdd è riconosciuta come sostanza cancerogena dalla IARC e il suo effetto è emerso soprattutto in un aumento di linfomi, mielomi e leucemie nelle zone più vicine allo stabilimento. È proseguito almeno fino al 2006.
CENGIO E SALICETO (SAVONA)
STORIA DEL SITO
Lungo il fiume Bormida è stata presente per oltre 70 anni una fabbrica di intermedi per coloranti e prodotti farmaceutici, chiusa nel 1999. È emersa una contaminazione da metalli pesanti nel suolo e nelle acque, da composti semivolatili (come il clorobenzene) e sostanze solubili (tra cui, aniline naftalensolfonici).
PROBLEMI PER LA SALUTE
È emerso un aumento del rischio di tumori dell’apparato urinario legato soprattutto all’esposizione professionale ad ammine aromatiche (contenute negli aniline naftalensolfonici). Nel 2023 l'ISS segnalava un aumento di casi di malattie respiratorie, tumore dello stomaco e del colon-retto e patologie perinatali.
BRONI (PAVIA)
STORIA DEL SITO
A Broni aveva sede la Fibronit (chiusa nel 1993) che produceva manufatti in cemento-amianto per una quantità complessiva di circa 8000 tonnellate all’anno.
PROBLEMI PER LA SALUTE
Le indagini dell’ISS hanno delineato un cluster di mesotelioma che ha come centro il comune di Broni: è stato rilevato anche a distanza di 20 anni dalla chiusura dello stabilimento. Ancora oggi si registra un eccesso di mortalità, soprattutto per problemi ai polmoni come tumori maligni, pneumoconiosi e malattie della pleura (la membrana sottile che riveste i polmoni).
AREA ROSSA PFAS (VERONA, VICENZA, PADOVA)
STORIA DEL SITO
Non abbiamo ancora sufficienti informazioni riguardo ai PFAS (sostanze perfluoroalchiliche) e non è del tutto chiaro il loro impatto ambiente ed gli esseri viventi, ma è certo che tendano a persistere e ad accumularsi, anche nel corpo umano. Nella provincia di Vicenza, la contaminazione deriva soprattutto da uno stabilimento industriale nel comune di Trissino. Nelle acque e negli acquedotti pubblici le concentrazioni sono 30 volte superiori ai limiti. L’area interessata copre 180 km quadrati e comprende un totale di 300mila abitanti.
PROBLEMI PER LA SALUTE
Nel periodo 1985-2018, sono stati rilevati 3800 decessi in più rispetto a quelli attesi: uno ogni tre giorni. Le cause sono soprattutto malattie cardiovascolari, tumore del rene e tumore del testicolo. Per tutti e tre i casi è stata documentata la possibile associazione con i PFAS. Le donne incinte e le madri che allattano, infine, trasferiscono gli inquinanti ai neonati.
BACINO IDROGRAFICO DEL PO (PIANURA PADANA)
STORIA DEL SITO
È una delle aree più inquinate d’Europa dal punto di vista atmosferico a causa di attività umane e caratteristiche geografiche, meteorologiche e di conformazione. Gli inquinanti sono: particolato (PM2,5 e PM10), biossido di azoto, composti dello zolfo, idrocarburi policiclici aromatici, monossido di carbonio, anidride carbonica. Le polveri sottili sono composte da solfati e nitrati d’ammonio (derivanti dall’ammoniaca), fuliggini da combustione, polveri da freni e pneumatici.
PROBLEMI PER LA SALUTE
È l’area d’Europa dove si contano il maggior numero di morti premature a causa dell’inquinamento atmosferico. Il Ministero della Salute ha calcolato che nel Nord Italia l’inquinamento accorcia l’aspettativa di vita di 14 mesi. Può infatti provocare o peggiorare malattie respiratorie e cardiovascolari, tumori, malattie metaboliche (le più comuni sono diabete e aumento del colesterolo nel sangue), disturbi neurologici e psichiatrici, problemi in gravidanza, nello sviluppo e nella crescita del neonato.
ROSIGNANO SOLVAY (LIVORNO)
STORIA DEL SITO
Secondo l’Onu, è uno dei 15 siti più inquinati d’Italia. Nell’area ci sono 7 attività industriali, tutte all’interno del comune di Rosignano Marittimo, alcune anche nelle immediate vicinanze delle case. La più conosciuta è la Solvay, che produce quasi tutto il carbonato di sodio necessario all’industria italiana. Lo stabilimento è autorizzato a sversare in mare parte dei suoi scarichi che, tra le altre cose, hanno dato vita alla località Spiagge Bianche. Contengono metalli pesanti e altri inquinanti.
PROBLEMI PER LA SALUTE
A Rosignano è emerso un maggiore rischio di malattie cronico-degenerative come Alzheimer e malattie cerebrovascolari, ma anche mesotelioma e malattie ischemiche del cuore. La vicinanza agli impianti industriali è stata indicata come possibile fattore di rischio per queste malattie, ma non è ancora stato stabilito un legame diretto.
PIOMBINO (LIVORNO)
STORIA DEL SITO
Il polo siderurgico di Piombino è riconosciuto come “area di crisi industriale complessa”. È stato registrato un inquinamento da metalli pesanti, idrocarburi pesanti e idrocarburi aromatici, ma anche da composti clorurati, composti organoalogenati e PCB (sostanze cancerogene) nel suolo, nelle acque e nei sedimenti marini.
PROBLEMI PER LA SALUTE
I problemi riguardano l’elevata frequenza di mesotelioma, tumore della vescica e del colon-retto, tumori maligni dell’apparato respiratorio e altre malattie della pleura tra gli operai. Nel 2005 era emerso che per chi viveva da più tempo in quella zona, il rischio di mortalità aumentava in proporzione alla vicinanza all’impianto. Ancora oggi rimane il problema delle malattie circolatorie, legate anche all'inquinamento atmosferico.
FALCONARA MARITTIMA (ANCONA)
STORIA DEL SITO
Nell’area ci sono diversi stabilimenti industriali a forte impatto ambientale come raffinerie, deposito di prodotti petroliferi, produzione di concimi fosfati e una centrale termoelettrica.
PROBLEMI PER LA SALUTE
L’esposizione prolungata a idrocarburi policiclici aromatici ha provocato un aumento del rischio di linfomi e mielomi, che varia in base agli anni di residenza nell’area e alla distanza dalla raffineria. Più vulnerabili erano le persone che svolgevano occupazioni che le portavano a rimanere più tempo in casa. Il Ministero dell’Ambiente ha da tempo avviato degli interventi.
BACINO DEL FIUME SACCO (ROMA E FROSINONE)
STORIA DEL SITO
Il problema riguarda soprattutto la produzione di lindano, un insetticida vietato dal 2001 a causa del suo impatto ambientale. Residui chimici di lindano (come il beta-esaclorocicloesano) e di altri pesticidi vengono ritrovati negli organismi degli animali della zona e persistono tuttora nei suoli e nelle acque sotterranee. La contaminazione è avvenuta anche in seguito al divieto, per lo smaltimento abusivo di rifiuti tossici.
PROBLEMI PER LA SALUTE
Il lindano è una sostanza cancerogena, ma non sono ancora noti tutti i suoi effetti. L’Istituto superiore di sanità (ISS) ha descritto un aumento del rischio di mortalità per tumore dello stomaco e della pleura, malattie cardiovascolari, asma e malattie del sistema nervoso periferico. Tra gli under30 si registrano più caso di leucemie e linfomi non Hodgkin.
TERRA DEI FUORI (NAPOLI E CASERTA)
STORIA DEL SITO
Interramento di rifiuti tossici e rifiuti speciali in diverse discariche illegali sparse sul territorio. I roghi innescati hanno rilasciato diossine e altri gas inquinanti, mentre i liquami hanno contaminato terreno e falde acquifere con diossine, idrocarburi e metalli pesanti (piombo, cadmio e rame soprattutto). Altre sostanze rinvenute sono: insetticidi ora vietati come il DDT, e PCB (composti cancerogeni usati come isolanti elettrici e plastificanti). Il 21% dell’area è interdetto alla coltivazione.
PROBLEMI PER LA SALUTE
Il tasso di incidenza di tumore nella Terra dei fuochi è del 9% in media più alto che nel resto d’Italia, soprattutto per cancro del fegato, del pancreas, della vescica e dei testicoli. Un report dell’ISS ha fatto emergere inoltre un aumento del rischio di tumore al seno, di ricovero per asma, di parto pretermine, di malformazioni congenite e di leucemie e linfomi tra gli Under19. L’esposizione alle sostanze tossiche emanate dai rifiuti contribuisce allo sviluppo di queste malattie.
TARANTO
STORIA DEL SITO
L’area si estende per oltre 4 ettari a terra e quasi 7 ettari a mare. Nel polo industriale sono compresi gli stabilimenti siderurgici ex Ilva, raffinerie, industrie cementifere ed estrattive. Gli inquinanti principali sono: metalli pesanti, idrocarburi e ammoniaca, dovuti ad attività siderurgiche e raffinerie.
PROBLEMI PER LA SALUTE
La prevalenza di mesotelioma, tumori maligni dell’apparato respiratorio e di malattie della pleura è tra le tre e le nove volte superiore rispetto al resto del Sud Italia. Ma è emerso anche un aumento del rischio di linfoma e leucemie, tumori degli organi dell’apparato digerente, tumori degli organi genitali maschili, tumore della tiroide, insufficienza renale e altre patologie del rene.
MANFREDONIA (FOGGIA)
STORIA DEL SITO
Il 26 settembre 1976 uno scoppio della colonna di lavaggio dell’impianto di sintesi dell’ammoniaca dell’ex stabilimento petrolchimico di Monte Sant’Angelo sprigionò una nube tossica con un’elevata concentrazione di arsenico e dei suoi composti. Fu contaminata un’area nel raggio di 2 km. Oggi rimane un inquinamento da metalli pesanti, composti organici, idrocarburi e solfati nelle acque di falda.
PROBLEMI PER LA SALUTE
Dopo l’incidente, un centinaio di persone tra operai e residenti nell’area furono ricoverati con sintomi da avvelenamento da arsenico e ora sono più a rischio di tumore della pleura, delle ossa e melanoma. In generale, nella popolazione dell’area di Manfredonia è emerso un aumento del rischio di mortalità per tumore del polmone.
TERRA DEI FUOCHI CALABRESI (CATANZARO, VIBO VALENTIA, COSENZA)
STORIA DEL SITO
Nell’area delle Serre calabresi è stato riportato un presunto traffico internazionale di scorie radioattive, ma non è ancora chiaro se questi rifiuti siano presenti oppure no. L’ipotesi più accreditata è che non siano mai stati cercati abbastanza. Le discariche illegali sarebbero anche in altri comuni tra cui Brognaturo, con l’invaso dell’Alaco destinato all’approvvigionamento di acqua per il consumo umano di tre provinc, e lungo il corso del fiume Oliva, dove un’indagine del WWF ha rilevato contaminazione da diossine e policlorobifenili (PCB), metalli pesanti e isotopi radioattivi.
PROBLEMI PER LA SALUTE
Alcune patologie come ischemie, asma e infezioni acute delle vie respiratorie possono essere associate alla residenza vicino ai siti di smaltimento di rifiuti pericolosi. La mortalità in queste aree è più elevata rispetto al resto della Calabria per tumori maligni, soprattutto gastrici, ma anche leucemie, linfomi e mielomi. Inoltre, si è registrato un aumento del rischio di malattie neurodegenerative, come il Parkinson, ma anche insufficienza renale ed epilessia.
LAMEZIA TERME (CATANZARO)
STORIA DEL SITO
Una cava per l'estrazione di inerti tra le più estese del Sud per volume del materiale estratto e ora sotto sigilli, in quanto attività illecita. Sono presenti inoltre diverse discariche illegali che facevano parte del più ampio traffico di rifiuti.
PROBLEMI PER LA SALUTE
È emerso un aumento del rischio di mortalità per tumore del pancreas e linfomi non Hodgkin. Inoltre, alcune patologie non tumorali, come malformazioni congenite, malattie ischemiche, epatiche croniche e malattie respiratorie acute potrebbero essere legate alla residenza vicino ai siti di smaltimento dei rifiuti pericolosi.
GELA (CALTANISETTA)
STORIA DEL SITO
Fino al 2014 erano attive raffinerie e stabilimenti petrolchimici, oltre a discariche. Le attività hanno provocato una contaminazione da idrocarburi, metalli pesanti, composti alifatici clorurati, ammoniaca, BTEXS nel suolo e nelle acque. Nella stessa area si trovano anche una riserva naturale gestita dalla LIPU, diversi corsi d’acqua e una laguna riconosciuta zona umida di importanza internazionale.
PROBLEMI PER LA SALUTE
Rispetto al resto del Sud Italia, è emerso un aumento del rischio di mortalità, soprattutto per tumori dell’apparato digerente, respiratorio, genitoruinario e del peritoneo (la membrana che riveste la cavità addominale e gli organi interni). Per i nati nel periodo 2011-2019 si registra inoltre un aumento di casi di anomalie congenite degli organi genitali.
PRIOLO (SIRACUSA)
STORIA DEL SITO
La lavorazione del petrolio è l’attività principale del polo industriale, ma oggi è notevolmente ridotta. I problemi ambientali riguardano soprattutto la contaminazione da idrocarburi, alifatici clorurati, BTEX, diossine, metalli pesanti. La zona portuale è stata inoltre per decenni luogo di sversamento di rifiuti industriali e sono emersi fenomeni di inquinamento termico ed eutrofizzazione (eccessiva concentrazione di nutrienti con proliferazione incontrollata di alghe).
PROBLEMI PER LA SALUTE
Sono emersi diversi problemi di salute riconducibili all’attività industriale tra cui mesoteliomi e tumori dell’apparato respiratorio, del pancreas, della prostata, del testicolo, della vescica e dell’utero. Nell’ultimo rapporto dell’ISS si registra inoltre un aumento di casi di tumore al seno sia per le donne che per gli uomini, legato forse agli inquinanti prodotti dall'impianto petrolchimico.
BIANCAVILLA (CATANIA)
STORIA DEL SITO
All'interno dell'area si trova la cava di Monte Calvario da dove si estraeva pietrisco lavico, contaminato da fluoro-edenite, un raro minerale simile all’amianto e riconosciuto come cancerogeno dalla IARC nel 2014. Con i materiali estratti si costruivano ad esempio gli edifici e le strade del paese. Oggi la cava è chiusa, ma prosegue la contaminazione dai materiali usati nell’edilizia. Diversi interventi da parte del Ministero dell’Ambiente e dell’ISS stanno migliorando la situazione.
PROBLEMI PER LA SALUTE
Biancavilla è stata usata come caso-studio per determinare il legame tra il fluoro-edenite e il mesotelioma e, in generale, per indicare questo minerale come cancerogeno. Ancora oggi, rimane elevata la frequenza di patologie che solitamente si considerano legate all’esposizione all’amianto. Il tasso di mortalità prematura per malattie croniche è dell’11% in più rispetto al resto della Sicilia. La salute della popolazione viene costantemente monitorata.
SULCIS IGLESIENTE GIUSPINESE (SULCIS IGLESIENTE E CAGLIARI)
STORIA DEL SITO
Nel Sulcis sono presente 9 ettari di siti minerari dismessi e oltre 7 di stabilimenti industriali, tra cui raffinerie, stabilimenti petrolchimici e produzione di alluminio. È l’area della Sardegna con la maggior compromissione ambientale e con un’elevata concentrazione di metalli pesanti nei suoli. Inoltre, a ridosso della battigia si trova un bacino di rifiuti liquidi da 360 ettari chiamato Fanghi Rossi. Dal fondo delle vasche filtrano metalli pesanti, soprattutto piombo e arsenico. In quel tratto di costa non si pesca più e a Portoscuso è vietato servire frutta e verdura della zona nelle mense scolastiche.
PROBLEMI PER LA SALUTE
È emerso un aumento del rischio per diversi tumori, soprattutto del labbro, della cavità orale, della faringe, degli organi dell’apparato digerente, dell’apparato respiratorio e degli organi intratoracici e dell’apparato urinario. Inoltre, si registrano numerosi casi di malattie delle arterie e malattie polmonari, di leucemie e linfomi non Hodgkin. Nell'ultimo rapporto ISS, però, si nota come la situazione sia migliorata.
SORROCH (CAGLIARI)
STORIA DEL SITO
Sarroch è ancora oggi uno dei principali poli petrolchimici d’Italia con una raffineria, uno stabilimento petrolchimico e dalle attività legate a questi due settori. Tra gli inquinanti, sono emersi idrocarburi come il benzene, floruri, composti organici clorurati e polveri sottili, sia a livello atmosferico che nell'acqua e nei suoli, dove si depositano.
PROBLEMI PER LA SALUTE
Nel 2013 era emerso come i bambini di Sarroch, se confrontati con coetanei provenienti da aree di campagna non inquinate, presentassero maggiori danni e alterazioni del Dna, che potevano poi portare a malattie gravi. Nell’area in generale aumentava il rischio di mortalità per patologie respiratorie, tumore del polmone, del fegato e linfomi e leucemie, anche in relazione alla vicinanza al polo industriale. Il Comune ha avviato un percorso di riduzione delle emissioni e la situazione è in parte migliorata.
Giulia Dallagiovanna
Foto: Freepik
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Rassegna del 10 Aprile, 2026 |
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