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ISSUE
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rinnovabili.it

Dietrofront del Governo su Transizione 5.0
Il panico generale creato dal Dl Fiscale 2026 nei confronti degli “esodati” del Piano Transizione 5.0, con il taglio retroattivo degli incentivi e l’assenza di risorse per le rinnovabili, ha portato molte aziende sul piede di guerra. Tuttavia, il tavolo convocato stamane dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha offerto un momento di distensione. Il ministro Adolfo Urso ha infatti promesso che il Governo manterrà gli impegni assunti e che tutte le domande correttamente presentate saranno accolte. A riportarlo prima di altri è Anima Confindustria, che si è seduta oggi a quello stesso tavolo assieme ad altre associazioni imprenditoriali.
La questione, denunciata all’indomani della pubblicazione in Gazzetta del Decreto-Legge 27 marzo 2026, n. 3, era stata considerata un vero e proprio tradimento del principio di certezza del diritto. Nel dettaglio, il testo ha previsto un taglio retroattivo del 65% del credito d’imposta per le imprese che hanno effettuato la prenotazione dell’incentivo 5.0 tra il 7 e il 27 novembre 2025. Credito in ogni caso valido solo per gli investimenti in beni materiali “4.0” (macchinari, robot, magazzini automatizzati) e beni immateriali “4.0” (software, sistemi IT).
In altre parole, il DL Fiscale ha escluso dal contributo e dalle risorse 2026 tutte le spese per gli impianti rinnovabili (fotovoltaico ad alta efficienza in primis), penalizzando di conseguenza le realtà che avevano investito in tal senso nel 2025 e contavano sull’intervento di Roma.
“Il mantenimento degli impegni sul piano Transizione 5.0 – ha commentato Pietro Almici, presidente di Anima Confindustria – è fondamentale per permettere alle nostre aziende di proseguire sulla strada dell’innovazione e della sostenibilità, elementi imprescindibili per la crescita del nostro sistema industriale”.
Cosa è emerso dal tavolo al MIMIT?
Come chiarisce Anima Confindustria, Urso ha ribadito l’impegno governativo a prevedere risorse sufficienti per tutti gli esodati 5.0, vale a dire le imprese con domande presentate correttamente nel periodo sopracitato.
Per la precisione, il Dicastero ha confermato il ripristino degli 1,3 miliardi di euro (risorse che nel DL Fiscale erano più che dimezzate) a copertura delle richieste, annunciando un incremento di ulteriori 200 milioni necessari a coprire la parte delle rinnovabili e del fotovoltaico attualmente in esubero.
Commenta soddisfatto il presidente di Anie Confindustria, Vincenzo de Martino:
“Le decisioni assunte ieri al tavolo al Mimit sul piano Transizione 5.0 rappresentano un segnale importante per le imprese. Il ripristino dei livelli di copertura, con il 90% per i beni strumentali e il 100% per il fotovoltaico, insieme all’incremento delle risorse, va nella direzione giusta. È un esito che tiene conto delle esigenze espresse dal sistema produttivo e del confronto portato avanti. In una fase ancora segnata da forte incertezza, è fondamentale dare continuità agli strumenti e mantenere coerenza nelle scelte”.
Gli interventi correttivi saranno apportati al decreto fiscale durante l’iter parlamentare per la sua conversione in legge.
Stefania Del Bianco
Foto: depositphotos
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