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ISSUE 442

Al via i monitoraggi WWF: le spiagge italiane si preparano ad accogliere le tartarughe Caretta caretta

Con le prime nidificazioni già registrate in Turchia e Grecia, oltre 100 volontari WWF scendono in campo lungo le coste del Sud Italia per proteggere il delicato ciclo riproduttivo della specie, sempre più minacciato dal cambiamento climatico.

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Al via i monitoraggi WWF: le spiagge italiane si preparano ad accogliere le tartarughe Caretta caretta

 La stagione della nidificazione della tartaruga marina Caretta caretta è ufficialmente iniziata nel Mediterraneo. Dopo i primi nidi censiti a inizio maggio in Turchia e Grecia, l'attenzione si sposta ora sulle coste italiane, dove il WWF ha attivato la consueta ed estesa rete di monitoraggio. Per tutta l'estate, un team composto da circa cento tra volontari e operatori sarà impegnato quotidianamente lungo i litorali di Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia, con una crescente attenzione anche verso le aree di Toscana e Liguria, per individuare e mettere in sicurezza i nidi.

 

Il fenomeno della nidificazione nel Mediterraneo centrale è in una fase di profonda evoluzione. Negli ultimi anni, gli operatori WWF hanno documentato una crescita costante dei siti di deposizione: si è passati dai 219 nidi censiti nel 2023 ai 247 del 2024, fino al record di 338 nidificazioni registrate nella stagione 2025, con la Sicilia che da sola concentra circa il 70% degli eventi. Questo trend, se da un lato rappresenta un segnale positivo per la specie, dall'altro impone una gestione del territorio sempre più rigorosa, specialmente in aree soggette a un forte impatto antropico.

 

Il principale driver di questo cambiamento nelle abitudini migratorie è il rischio climatico. L'aumento delle temperature delle acque marine sta spingendo le tartarughe a frequentare con maggiore assiduità il bacino centrale del Mediterraneo. Per far fronte a questa nuova sfida, le attività di protezione del WWF si avvalgono oggi di tecnologie avanzate, tra cui l'impiego di droni, eDNA e telemetria satellitare, all'interno del quadro del progetto europeo LIFE ADAPTS, mirato a sviluppare strategie di adattamento per specie vulnerabili.

 

Le squadre operano ogni giorno all'alba, pattugliando le spiagge alla ricerca di tracce di risalita, coordinandosi con le autorità competenti e promuovendo una capillare opera di sensibilizzazione rivolta a bagnanti e gestori degli stabilimenti balneari.

 

La salvaguardia delle tartarughe marine, considerate un indicatore chiave della salute degli ecosistemi costieri, è una responsabilità collettiva. Per questo motivo, il WWF rinnova l'appello alla collaborazione attiva di cittadini e turisti, diffondendo tre semplici mosse fondamentali: segnalare tempestivamente eventuali avvistamenti o tracce contattando la Capitaneria di Porto al numero 1530 o i referenti locali del WWF, evitare di arrecare disturbo nelle aree protette e limitare drasticamente l'uso di luci artificiali e mezzi meccanici sulla battigia, specialmente durante le ore notturne.

 

Proteggere questi antichi rettili marini significa, in ultima analisi, preservare la naturalità delle coste italiane e prepararle ad affrontare le sfide ambientali dei prossimi decenni.

 

 

 

 

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