La Newsletter di ESO
ISSUE 443

Anche i rifiuti delle strade diventano materie prime: come gli impianti di recupero chiudono il ciclo

Ogni anno le spazzatrici stradali raccolgono milioni di tonnellate di materiale misto da strade, piazze e marciapiedi italiani.

greenplanetnews.it

Anche i rifiuti delle strade diventano materie prime: come gli impianti di recupero chiudono il ciclo

Per decenni quella sabbia, ghiaia e polvere sono finite in discarica.

 

Oggi, in diversi poli regionali italiani, lo stesso materiale viene trattato, certificato e rimesso in circolazione come materia prima. La filiera esiste, funziona e tratta già oltre mezzo milione di tonnellate l’anno.

 

 

Cosa sono le terre da spazzamento

 

Le terre da spazzamento stradale (codice CER 200303) sono i residui delle operazioni di pulizia della viabilità pubblica: sabbie, ghiaie, polveri fini, frazione organica, tracce di metalli pesanti o idrocarburi depositati dal traffico. In Italia se ne producono circa 1,5-2 milioni di tonnellate ogni anno (dati ISPRA), in modo continuo su tutto il territorio. Una quantità per cui lo smaltimento tradizionale ha costi crescenti e un impatto difficile da ignorare: occupa suolo, produce percolato, emette gas.

 

 

Come funziona il trattamento

 

Il processo è fisico-meccanico. Il materiale in ingresso viene prima vagliato: la frazione grossolana (ghiaia, detriti) si separa da quella fine (sabbie, polveri). Seguono lavaggi ad alta pressione, vasche di attrizione e cicloni idraulici che separano la componente organica da quella inorganica.

 

Il risultato: sabbia e ghiaia pulite, classificate per granulometria, con marcatura CE come materie prime secondarie. Materiali che erano rifiuti escono dall’impianto con un documento di conformità e un valore economico positivo.

 

 

Il quadro normativo: End of Waste

 

La certificazione End of Waste stabilisce il momento in cui un rifiuto smette legalmente di essere tale. La base è la Direttiva europea 2008/98/CE, recepita in Italia dal D.Lgs. 152/06. Per le terre da spazzamento, il D.M. 152/2022 ha fissato i criteri specifici: granulometria, contenuto di inquinanti, marcatura CE. Se il materiale rispetta questi standard, esce dalla filiera dei rifiuti e può circolare come materia prima sul mercato delle costruzioni, in sostituzione degli inerti vergini estratti da cava.

 

Per i Comuni si tratta di un cambiamento pratico: lo stesso flusso che prima generava costi di smaltimento diventa un prodotto con valore economico.

 

 

Gli impianti dove il ciclo si chiude

 

Un impianto di trattamento delle terre da spazzamento è una struttura industriale progettata per lavorare in continuo. Le versioni più recenti integrano automazione e sensori per il controllo qualità in linea. Sul fronte delle capacità, gli impianti italiani di recupero rifiuti da spazzamento stradale raggiungono oggi trattamenti tra le 29.000 e le 70.000 tonnellate per sito. Alcune di queste tecnologie sono state brevettate in Italia e replicate in altri paesi europei.

 

 

Poli regionali, non solo grandi città

 

Questi impianti non servono solo i grandi capoluoghi. I Comuni di medie dimensioni possono conferire le proprie terre da spazzamento a poli regionali condivisi, dove gestori specializzati trattano i flussi di più enti insieme. Il modello è più efficiente di strutture locali sottodimensionate, sia per i costi operativi sia per la qualità del materiale recuperato.

 

Il PNRR ha accelerato questa transizione: diversi bandi hanno finanziato la realizzazione di nuovi impianti, con scadenze di rendicontazione al 2026 che hanno spinto a passare dai progetti ai cantieri.

 

 

Il punto dove siamo

 

Mezzo milione di tonnellate trattate ogni anno è un punto di partenza, non un traguardo: la quota di terre da spazzamento avviate a recupero resta ancora sotto il potenziale. Molti Comuni scelgono ancora lo smaltimento tradizionale perché è la strada più semplice, non perché manchino le alternative. Le tecnologie ci sono, gli impianti sono operativi, il quadro normativo è definito. Quello che manca, spesso, è la scelta di usarli.

 

 

Di Germana Ferrante
 

Photo: Gruppo Esposito

Torna alle notizie GOGREEN

Rassegna del 3 Luglio, 2026

20 di 25 della rassegna...

Allarme clima: tempeste un tempo innocue oggi causano inondazioni costiere

focus.it

Caldo, cambiamenti climatici e aria fritta

valori.it

Assegnate le Spighe Verdi 2026: quest'anno sono 97 i Comuni virtuosi

confagricoltura.it

Agricoltura sostenibile la rivoluzione verde che cambia il cibo

metrotoday.it

Rinnovabili e competitività: 17 miliardi è il costo dei ritardi italiani sulla transizione energetica

greenplanner.it

Clima, ai lavori preparatori per la Cop31 attacchi inediti e preoccupanti alla scienza

valori.it

Il bambù italiano bussa alle porte dell’industria

greenplanner.it

Plastica in cucina: i swap facili che puoi fare oggi

biopianeta.it

Stop ai diesel Euro 5: dal 2026 1 auto usata su 7 rischia lo stop

greencity.it

L’acqua racconta lo stato di salute di un territorio

inabottle.it

ANBI, cresce l’emergenza idrica nel Nord Italia: dai territori le prime risposte alla nuova normalità climatica

affaritaliani.it

Le città del futuro non saranno quelle con più tecnologia, ma quelle che sprecheranno meno risorse

nonsoloambiente.it

In Australia il nucleare perde il confronto con rinnovabili e accumuli

qualenergia.it

L’Europa scopre il condizionatore: così l’ondata di caldo record cambia le abitudini e fa volare il mercato

open.online

Rifiuti tessili in Europa: i numeri che contano e perché l’Italia non può più aspettare

economiacircolare.com

Marina Spadafora: “La rivoluzione della moda comincia dal nostro armadio”

wisesociety.it

Ma quanto è difficile comunicare la moda sostenibile?

sustainability-lab.net

Anche i rifiuti delle strade diventano materie prime: come gli impianti di recupero chiudono il ciclo

greenplanetnews.it

Attenzione a non minare un pilastro del sistema Conai

fondazionesvilupposostenibile.org

ESO

Società Benefit arl

Via Giuseppe Ungaretti, 27 - I 20073 - OPERA - MI

Tel. (+39) 02.530.111 R.A. - Fax (+39) 02.530.11.209 - info@eso.it - www.eso.it


P.IVA IT 13288930152 - N. Iscr. Reg. delle Imprese di Milano 13288930152

REA 1636344 - Capitale sociale € 300.000,00


Iscritto all’Albo Nazionale Gestori Ambientali

Sezione Regione Lombardia - Iscrizione n° MI31797

Iscritto all’Albo Nazionale per il Trasporto Conto Terzi. - Iscrizione n° MI-0884798-E


© Copyright 2022 - All Rights Reserved

GOGREEN® è un marchio registrato di ESO - © 2022