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ISSUE 433

Diciamo NO alla discarica di Amianto: un danno irreversibile per ambiente, salute dei cittadini e per le eccellenze agroalimentari del territorio mantovano

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Diciamo NO alla discarica di Amianto: un danno irreversibile per ambiente, salute dei cittadini e per le eccellenze agroalimentari del territorio mantovano

È in corso un progetto per la realizzazione di una discarica per rifiuti contenenti amianto nel territorio mantovano. La discarica ha una capienza di 350.000 mc e il lotto interessato si trova in una vecchia cava tra i paesi di Marengo e Pozzolo in provincia di Mantova.

 

La proposta in essere avanza la realizzazione di un progetto di natura diversa rispetto alla destinazione agricola dei terreni. La discarica di amianto modificherebbe in modo irreversibile il terreno e vanificherebbe il tentativo di riconsegnare questi luoghi alla loro originaria vocazione agricola. Il sito della discarica, come risulta dagli strumenti di pianificazione, è compreso nell’area di ricarica degli acquiferi, costituito da terreno ghiaioso con elevata permeabilità e bassa capacità protettiva nei confronti delle acque sotterranee. L’ipotesi di una mancata tenuta del fondo impermeabile comporterebbe il rischio di liquefazione e il problema, a questo punto, si espanderebbe anche ai comuni limitrofi. Da considerare anche l’asse viabilistico di una strada di dimensioni ridotte già congestionato dal transito di mezzi pesanti per il trasporto e l’accesso alla cava avviene tramite una strada di spazio ridotto e popolata da diverse abitazioni.  

 

Il territorio mantovano vanta di aree agrarie di pregio destinate alla produzione di prodotti agroalimentari. Ma in che modo la discarica potrebbe compromettere le zone destinate all’agricoltura?!Come riporta la Dott.ssa Elena Betteghella, sindaca di Marmirolo (MN) in foto “A pochi metri di distanza dalla cava si trovano il Parco del Mincio, un’area protetta istituita da regione Lombardia nel 1984; i Prati Stabili, quelle aree di terreni incontaminati nel cuore del Grana Padano DOP, proprio nella zona del Mincio (Marmirolo, Goito e Roverbella) dove il foraggio pregiato consente alle vacche di nutrirsi del fieno naturale senza diserbanti o fertilizzanti chimici. Il Grana Padano dei Prati Stabili (foto di copertina) si produce esclusivamente in queste zone; non da ultimo la presenza di una ciclabile finanziata dalla stessa regione Lombardia che costeggia il territorio coinvolto. La Mantova – Peschiera è tra le ciclabili più battute e l’autorizzazione di questo progetto danneggerebbe anche il turismo lento. Tutte queste argomentazioni ci portano a respingere questa proposta”.

 

Il fatto che non esista una legge regionale che vieti l’uso di queste aree rende le cave dismesse vulnerabili a questi progetti. Esistono altri due procedimenti di richiesta per la realizzazione di altrettanti impianti di smaltimento per rifiuti pericolosi contenenti amianto siti nella regione Veneto, nei territori dei Comuni di Villafranca di Verona (progetto ripresentato nel mese di dicembre a.p.) e Valeggio sul Mincio (al momento respinto dalla Regione). “Se ciò avvenisse” – continua Elena Betteghella – “si avrebbe la presenza di tre discariche di RCA (rifiuti contenenti amianto) in poco meno di 15 km di distanza creando un trilatero che potrebbe diventare la nuova terra dei fuochi”.

 

Il giorno 11 dicembre a.p. il sindaco di Marmirolo insieme al Sindaco di Villafranca e al Sindaco di Valeggio si sono stretti la mano e agurati buone feste sul ponte di Borghetto, uno dei luoghi più suggestivi sulle rive del Micio, con uno striscione che riportava il messaggio di non distruggere questa bellezza e sottolineando l’importanza della tutela dell’ambiente e della salute pubblica.

 

È di fondamentale interesse la protezione e la salvaguardia delle aree coinvolte, non solo per la comunità circoscritta, ma per il Paese intero, perché la qualità della vita dipende dalle scelte che facciamo oggi ed è quindi importante una partecipazione collettiva i cui vantaggi si godranno nel breve e lontano tempo.

 

“Non possiamo addomesticare la natura e non possiamo essere superiori ad essa”.

 

Katia Brondi

 

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