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ISSUE 433

La Groenlandia è indispensabile, sì, ma per la scienza

Le mire politiche sulla Groenlandia minacciano di rovinare collaborazioni internazionali per lo studio dei ghiacci, del clima e dei fondali artici.

focus.it

La Groenlandia è indispensabile, sì, ma per la scienza

Un'amministrazione unilaterale della Groenlandia e delle sue risorse, come quella perseguita dalle politiche di Donald Trump, rischierebbe di porre fine a decenni di collaborazioni scientifiche internazionali per lo studio dei ghiacci e del clima della Terra.

 

A ricordarlo, in questa fase in cui alta è l'attenzione politica sull'isola (un territorio semi-autonomo che fa parte del Regno di Danimarca) è il glaciologo britannico Martin J. Siegert. In un articolo pubblicato su The Conversation, lo scienziato ricorda perché è indispensabile che questa collaborazione così proficua per la scienza continui.

 

Scambi preziosi

 

Per decenni, la Groenlandia ha permesso a scienziati da tutto il mondo, una buona parte dei quali statunitensi, di perforare i suoi ghiacci, i suoi fondali e le sue rocce per studiare il rapporto tra anidride carbonica e temperature atmosferiche nella storia e gli effetti di tutto questo sull'estensione dei ghiacci che ricoprono l'isola.

 

Ricercatori della NASA hanno sorvolato il suo territorio per mappare la terraferma sotto alla calotta glaciale groenlandese, la più estesa dell'emisfero settentrionale, con circa 1,8 milioni di km quadrati di estensione e 3 km medi di spessore.

 

Queste interazioni tra scienziati da tutto il mondo hanno permesso alla scienza artica di progredire nella comprensione di fenomeni che interessano il futuro del nostro pianeta, e di tutti noi.

 

Patrimoni da salvare

 

La calotta glaciale ricopre l'80% del territorio della Groenlandia. Se questa enorme distesa di ghiaccio fondesse interamente, il livello globale dei mari si innalzerebbe di 7,3 metri. Ogni centimetro di innalzamento del livello dei mari mette a rischio di inondazioni costiere 6 milioni di persone in più. Come ricorda la NOAA, da 27 anni la calotta glaciale della Groenlandia affronta una perdita di massa annuale ininterrotta: con in media 0,6 millimetri all'anno di acqua di fusione dalla sua calotta immessa in mare, la Groenlandia è il secondo maggiore fattore contribuente all'innalzamento del livello dei mari, dopo l'espansione termica delle acque oceaniche dovuta al riscaldamento globale.

 

Questo processo di fusione che va accelerando immette acqua dolce nel Nord Atlantico, e minaccia di disturbare un sistema di correnti oceaniche che mitiga il clima dell'emisfero settentrionale.

 

Il restante 20% del suolo groenlandese è libero dai ghiacci e ospita riserve di minerali critici: materie prime di grande valore e difficile lavorazione (come le terre rare) fondamentali per la transizione energetica, perché usate nella produzione di batterie per auto elettriche, pannelli solari, turbine eoliche. Come si vede, la Groenlandia contiene gli strumenti potenziali per la salute del Pianeta (ghiacci da preservare, materie prime utili alle energie rinnovabili), ma sono strumenti fragili che potrebbero ritorcersi contro gli ecosistemi se finissero nelle mani sbagliate.

 

Nessun accordo vigente

 

Altre aree polari di interesse scientifico sono tutelate da trattati internazionali. L'Antartide è protetto da 60 anni dal Trattato Antartico, che impone di trattare il continente ghiacciato come una terra di pace e di ricerca scientifica. Le Isole Svalbard, sotto sovranità norvegese, sono protette da un trattato che permette a cittadini di quasi 50 Paesi di vivere e lavorare nell'arcipelago senza bisogno del visto, a patto che sottostiano alle leggi norvegesi.

 

Il territorio Artico non è esplicitamente protetto da alcun accordo internazionale perché, come spiega Renata Giulia Lucchi, geologa marina e sedimentologa, primo ricercatore presso l'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS, «esso rappresenta in larga parte l'estensione naturale dei territori di diversi Stati che vi si affacciano direttamente». Il fatto che la Groenlandia resti aperta alla ricerca scientifica dipende dalla legge internazionale, e dalla sua stabilità politica.

 

Elisabetta Intini

 

Photo: wirestock on freepik.com

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