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ISSUE
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fondazionesvilupposostenibile.org

L’UE, i suoi Stati membri e il settore privato dovrebbero investire circa 70 miliardi di euro all’anno fino al 2050 nelle misure di adattamento climatico, per ridurre l’esposizione ai crescenti rischi climatici e migliorare la resilienza. L’Italia da sola dovrebbe investire oltre 10 miliardi l’anno, lo 0,4% del Pil.
Questo quanto emerge da un nuovo studio, appena pubblicato commissionato dalla Direzione generale per l’azione per il clima ( DG CLIMA) e finanziato nell’ambito di Horizon Europe, che sottolinea come l’attuale offerta di finanziamenti per l’adattamento climatico sia insufficiente.
Lo studio rileva che dei 70 miliardi di euro annui da investire nell’adattamento, circa 30 miliardi di euro sono necessari per le infrastrutture, 21 miliardi di euro per gli ecosistemi e 12 miliardi di euro per la sicurezza alimentare. Francia (10,637 miliardi), Italia (10,083), Germania (9,637) e Spagna 6,970) presentano i maggiori fabbisogni di investimenti per l’adattamento, in parte a causa delle loro dimensioni geografiche ed economiche. Lo studio rileva inoltre che l’entità e la tipologia degli investimenti necessari variano significativamente tra gli Stati membri, a seconda delle caratteristiche di ciascun paese. L’Italia in particolare dovrebbe investire oltre il 60% degli della somma necessaria in infrastrutture(più di 4,5 miliardi) ed ecosistemi (oltre 2 miliardi).
Questo studio viene pubblicato mentre la Commissione prepara un nuovo quadro integrato per la resilienza climatica e la gestione dei rischi in Europa, per aiutare gli Stati membri a prevenire e prepararsi ai crescenti impatti dei cambiamenti climatici.
I risultati dello studio si basano su una metodologia in quattro fasi incentrata su (1) l’identificazione dei rischi climatici, basandosi sui Piani e le Strategie di adattamento nazionali e sulla valutazione europea dei rischi climatici (EUCRA), (2) l’identificazione delle misure di adattamento e la loro mappatura ai rischi EUCRA, (3)l’identificazione dei dati sui costi per una rosa ristretta di misure di adattamento, (4) l’adattammento dei dati sui costi a livello e alle caratteristiche degli stati membri. Ogni fase è ampiamente documentata in relazioni metodologiche dettagliate, pubblicate insieme allo studio, per garantire trasparenza e replicabilità.
Photo: fondazionesvilupposostenibile.org
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Rassegna del 30 Gennaio, 2026 |
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