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ISSUE 433

Per la prima volta in Europa le rinnovabili hanno superato le fossili

Un rapporto di Ember spiega che nel 2025 la produzione di energia elettrica da solare, eolico e idroelettrico ha superato quella da fonti fossili.

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Per la prima volta in Europa le rinnovabili hanno superato le fossili

Il 2025 rimarrà nella storia della transizione ecologica. Per la prima volta, infatti, le rinnovabili hanno superato le energie fossili in Europa, in termini di produzione. A confermare il sorpasso è il rapporto European Electricity Review 2026 pubblicato il 22 gennaio dal think tank Ember.

 

Rinnovabili al 30 per cento della produzione in Europa, fossili al 29 per cento

 

Il documento spiega che, considerando anche l’idroelettrico e le altre fonti di energia pulita, le rinnovabili nel loro insieme hanno coperto il 48 per cento della produzione nel Vecchio Continente. In particolare, solare fotovoltaico e eolico hanno rappresentato il 30 per cento, battendo appunto carbone, petrolio e gas che si sono fermati al 29 per cento. Meno di un quarto della produzione europea (il 23 per cento) è arrivato infine dal nucleare, che a differenza delle  rinnovabili che continuano a crescere, risulta stabile.

 

Il trend positivo è evidenziato inoltre dal continuo calo delle fossili che appare ormai inarrestabile Le fonti più nocive in termini di emissioni di gas ad effetto serra sono state battute dalle rinnovabili in quattordici delle ventisette nazioni dell’Unione europea: Svezia, Danimarca, Lussemburgo, Lituania, Finlandia, Spagna, Austria, Francia, Belgio, Ungheria, Germania, Croazia e Paesi Bassi. Nell’elenco non figura l’Italia, per la quale la distanza tra rinnovabili e fossili rimane ampia, sebbene in lenta riduzione.

 

Solare fotovoltaico in crescita di oltre il 20 per cento rispetto al 2024

 

A crescere in Europa è soprattutto il solare. Il costo ormai molto basso degli impianti sta facilitando infatti l’adozione di tale fonte rinnovabile, che ha beneficiato anche di condizioni meteorologiche favorevoli, a differenza ad esempio dell’idroelettrico, che ha patito le scarse precipitazioni. Gli impianti fotovoltaici hanno permesso così di produrre ben 369 terawattora di energia elettrica nel 2025: un dato in crescita di oltre 20 per cento rispetto all’anno precedente.

 

Secondo Ember, si tratta del quarto anno consecutivo di crescita superiore ai venti punti percentuali per il solare. Che, in particolare nel mese di giugno, ha rappresentato per la prima volta la prima fonte a livello continentale. La produzione da idroelettrico è invece calata del 12 per cento, mentre quella da eolico di un più modesto 2,5 per cento. Condizioni meno ventose non hanno permesso alla fonte di mantenere il livello di produzione del 2024, nonostante 5,3 gigawatt di potenza installata in più.

 

Continua il declino del carbone, ma l’Europa è ancora molto legata al gas

 

Per quanto riguarda le fossili, la notizia più positiva è quella legata al continuo declino del carbone, la fonte in assoluto più nociva in termini di cambiamenti climatici, che non supera ormai il 10 per cento del totale nell’Unione europea. D’altra parte, diciannove paesi europei l’hanno ormai quasi eliminata dal proprio mix energetico. Soltanto in Germania e Polonia resta ancora particolarmente importante.

 

Meno positiva è certamente la situazione riguardante il gas: l’Unione europea continua a dipendere fortemente da tale fonte, le cui centrali hanno generato 466 terawattora di energia nel 2025, in crescita dell’8 per cento. Si tratta però di un fattore che secondo il rapporto di Ember è legato al calo dell’idroelettrico: negli anni passati, infatti, anche il gas era risultato in calo, soprattutto per via dei prezzi in crescita dopo l’invasione russa dell’Ucraina.

 

Andrea Barolini

 

 

Photo: freepik.com

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