La Newsletter di ESO
ISSUE 434

Crediti di carbonio: lo strumento chiave per le imprese nella transizione climatica

nonsoloambiente.it

Crediti di carbonio: lo strumento chiave per le imprese nella transizione climatica

I crediti di carbonio stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nelle politiche ambientali europee e nazionali, non solo come strumenti volontari di compensazione, ma come meccanismi strutturali per guidare la decarbonizzazione delle filiere produttive, incentivare pratiche sostenibili e attrarre investimenti green.A sancirne il valore strategico è in primo luogo l’Unione Europea, che ha recentemente adottato il Regolamento (UE) 2024/3012, istitutivo del primo quadro volontario per la certificazione della rimozione del carbonio (Carbon Removal Certification Framework – CRCF). Approvato dal Parlamento e dal Consiglio nel gennaio 2024, il regolamento fornisce criteri comuni per certificare tre tipologie di rimozione:

 

  •  rimozione permanente (es. tecnologie CCS),

  •  agricoltura del carbonio,

  •  stoccaggio del carbonio nei prodotti【web†eur-lex.europa.eu】.

 

Il testo prevede inoltre lo sviluppo di registri pubblici interoperabili, utili a tracciare i crediti generati, garantire la trasparenza del mercato e prevenire il doppio conteggio. È un passo decisivo verso la creazione di un mercato regolato europeo dei crediti di carbonio di alta qualità, in linea con gli obiettivi climatici al 2030 e 2050.Parallelamente, anche l'Italia ha compiuto un avanzamento normativo concreto: con decreto interministeriale è stato istituito il Registro nazionale dei crediti di carbonio forestali volontari, affidato al CREA – Consiglio per la ricerca in agricoltura. Il registro, in fase di attivazione operativa, consentirà di certificare e valorizzare le azioni di gestione forestale sostenibile, riforestazione e tutela dei boschi, generando crediti utilizzabili per compensazioni volontarie da parte di imprese e organizzazioni【web†rinnovabili.it】.Ma chi beneficerà maggiormente di questi strumenti?

 

  1. Le imprese energivore e industriali – Sebbene vincolate al sistema ETS, queste aziende potranno valorizzare le compensazioni volontarie nel quadro ESG, migliorando la loro rendicontazione di sostenibilità e riducendo il rischio reputazionale.

  2. Il settore agroalimentare e forestale – L’agricoltura del carbonio e la gestione attiva delle foreste offrono nuove opportunità di reddito e valorizzazione territoriale, favorendo pratiche rigenerative e collaborative tra PMI, enti locali e comunità energetiche.

  3. I territori rurali e montani – L’attivazione del Registro forestale apre alla monetizzazione dei servizi ecosistemici, promuovendo progetti di tutela paesaggistica e biodiversità anche attraverso partenariati pubblico-privati.

  4. Gli investitori e le banche – La standardizzazione dei crediti certificati e registrati rafforzerà la bancabilità dei progetti low-carbon, creando asset affidabili in linea con la tassonomia UE e i criteri SFDR.

  5. Le start-up e PMI innovative – Con la crescente domanda di soluzioni di monitoraggio, tracciabilità e validazione dei crediti, si aprono spazi per l’innovazione digitale e l’integrazione tra IA, dati satellitari e tecnologie blockchain.

 

I crediti di carbonio, da sola misura volontaria, si stanno trasformando in una leva strategica di policy, che connette ambiente, economia e giustizia climatica. Il 2026 sarà un anno cruciale: tra l’entrata in vigore del regolamento CRCF e l’operatività del Registro italiano, le imprese più attente potranno trasformare l’azione climatica in valore concreto e duraturo.

Torna alle notizie GOGREEN

Rassegna del 13 Febbraio, 2026

16 di 21 della rassegna...

Efficienza energetica, il 54% degli italiani farà un intervento nei prossimi tre anni

ilsole24ore.com

Pesticidi per sempre: con la riforma Ue uso illimitato per il Glifosato (e altri 48)

ilsalvagente.it

Il sottovalutato impatto ecologico delle sigarette elettroniche

lindipendente.online

Efficienza energetica, quanto siamo distanti dall’obiettivo 2030?

rinnovabili.it

Lo spreco di cibo è anche spreco d’acqua

inabottle.it

Migliora la qualità dell’aria in Italia, ma l’inquinamento uccide ancora oltre 43mila persone l’anno

greenreport.it

L’Italia paga 888 milioni d’euro l’anno in multe europee per le infrazioni sull’ambiente

greenreport.it

"60 anni per la natura", WWF Italia preannuncia le iniziative per i suoi 60 anni

greencity.it

Testo Unico Ambientale: la cornice normativa della tutela ambientale italiana va riformata?

greenplanner.it

Boschi, chi se ne deve prendere cura? In realtà tutti noi

greenplanner.it

ZWE: “Basta compromessi per aumentare il riciclo: Circular Economy Act intervenga sulla chimica

economiacircolare.com

L’inquinamento da Pfas ci potrebbe costare fino a 1.700 miliardi di euro

valori.it

I 200 contro i Pfas: prende il via un’azione legale in Francia

valori.it

Metà del mondo sotto scacco: nel 2050 il caldo estremo sarà la nuova normalità

focus.it

Carne & co.: dovremmo pagare una tassa per i danni ambientali causati dal cibo?

focus.it

ESO

Società Benefit arl

Via Giuseppe Ungaretti, 27 - I 20073 - OPERA - MI

Tel. (+39) 02.530.111 R.A. - Fax (+39) 02.530.11.209 - info@eso.it - www.eso.it


P.IVA IT 13288930152 - N. Iscr. Reg. delle Imprese di Milano 13288930152

REA 1636344 - Capitale sociale € 300.000,00


Iscritto all’Albo Nazionale Gestori Ambientali

Sezione Regione Lombardia - Iscrizione n° MI31797

Iscritto all’Albo Nazionale per il Trasporto Conto Terzi. - Iscrizione n° MI-0884798-E


© Copyright 2022 - All Rights Reserved

GOGREEN® è un marchio registrato di ESO - © 2022