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ISSUE 434

Il sottovalutato impatto ecologico delle sigarette elettroniche

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Il sottovalutato impatto ecologico delle sigarette elettroniche

Milioni di sigarette elettroniche usa e getta buttate via ogni settimana, con batterie al litio, plastica e circuiti elettronici che finiscono nella raccolta indifferenziata o dispersi nell’ambiente. Mentre il dibattito pubblico continua a concentrarsi quasi esclusivamente sugli effetti sanitari dello “svapo”, l’impatto ambientale resta in gran parte fuori dal radar, nonostante numeri che mostrano un allarme che si sta trasformando rapidamente in un problema da risolvere.

 

In Italia l’uso delle sigarette elettroniche riguarda ormai milioni di persone. Secondo i dati di Global State of Tobacco Harm Reduction, nel 2023 circa il 3% della popolazione adulta, pari a 1,5–1,6 milioni di individui ne ha fatto uso, comprendendo anche il consumo occasionale e il cosiddetto dual use, che comprende chi fuma anche quelle tradizionali. Secondo i dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità e dalla Fondazione Veronesi in occasione del “No Tobacco Day” del maggio scorso, è una tendenza in crescita anche tra giovani: un terzo dei 14-17enni che fumano, utilizzano esclusivamente sigarette elettroniche.

 

Numeri che aiutano a capire la scala del problema: anche una percentuale apparentemente contenuta può tradursi in decine di milioni di dispositivi immessi sul mercato e destinati, prima o poi, a diventare rifiuti. L’elemento cruciale è il comportamento degli utenti, che, secondo uno studio molto recente pubblicato su Sustainability, non sarebbe impeccabile: il 46% degli utilizzatori dichiara di gettare le sigarette elettroniche nei rifiuti urbani indifferenziati, fuori da qualsiasi filiera RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Questo spiega perché, soprattutto quelle monouso, sono considerate micro-RAEE ad alto rischio di dispersione.

 

Uno dei Paesi che ha misurato meglio il fenomeno è il Regno Unito: secondo l’organizzazione Material Focus, nel 2023 venivano gettate circa 5 milioni di sigarette elettroniche usa e getta ogni settimana, contro gli 1,3 milioni stimati l’anno precedente. Una quantità tale da disperdere nell’ambiente litio sufficiente, su base annua, a realizzare oltre 1200 batterie per auto elettriche. Questi numeri hanno spinto Londra a una scelta drastica: dal 1° giugno 2025 nel Regno Unito è vietata la vendita delle sigarette elettroniche monouso. Anche il Belgio ha vietato le sigarette elettroniche usa e getta dal 1° gennaio 2025, seguito dalla Francia, che ha approvato il bando nel febbraio dello stesso anno.

 

In Italia mancano statistiche pubbliche dedicate ai flussi di rifiuto da sigarette elettroniche. Il Ministero dell’Ambiente (MASE) chiarisce però che questi dispositivi devono essere trattati come RAEE e non conferiti nell’indifferenziato, evidenziando che: «La cattiva gestione di questi materiali rischia la fuoriuscita di sostanze inquinanti come piombo, mercurio e cadmio nell’ambiente, oltre a provocare la perdita di risorse nelle discariche e nell’incenerimento».

 

Sul piano operativo, il progetto Recycle-Cig ha attivato una raccolta dedicata nelle tabaccherie, con circa 30mila esercizi che hanno aderito alla campagna. Una volta esauriti, i dispositivi possono essere conferiti dagli utenti negli appositi contenitori, individuabili attraverso una mappa interattiva. La raccolta e il trasporto sono gestiti da Logista, mentre il percorso dei rifiuti viene monitorato fino alla fase di recupero in collaborazione con il Centro di Coordinamento RAEE.

 

Mario Catania

 

 

Photo: prostooleh

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