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ilsole24ore.com

Per i consumi, il 2026 sarà un anno in linea con quanto visto nel 2025, con un consumatore orientato al risparmio almeno nella prima parte dell’anno, anche alla luce del grande contesto di incertezza. I prestiti green, invece, cresceranno ancora a supporto dei progetti di efficientamento energetico domestico di famiglie che non potranno contare sugli incentivi generosi del passato.
La fotografia è stata scattata dall’Osservatorio Findomestic che indica nel suo ultimo report di gennaio cosa ci dobbiamo aspettare. Le propensioni al consumo a tre mesi rilevate a gennaio confermano la previsione di un inizio d’anno per i consumi con il freno a mano tirato (+1,6% rispetto a dicembre), fatta eccezione per quelli destinati al miglioramento dell’abitazione con la crescita più marcata relativa alle attrezzature fai da te (+5,4%): «E’ una percentuale che testimonia la grande attenzione verso la casa – afferma Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio Findomestic -. Anche il dato sulle ristrutturazioni, a +2,4%, e sul mobile, +1,4%, lo confermano».
A livello di variazione percentuale sul mese precedente, come propensione al consumo, bene anche le attrezzature sportive (+2,9%) mentre il calo più vistoso (-3,1%) si registra sul mercato delle auto usate (leggermente positivo, a +0,5%, quello delle vetture nuove). In flessione anche pc (-2,2%) e tv (-2%).
Ristrutturazioni domestiche ed efficientamento energetico
Nell’ultimo report dell’Osservatorio Findomestic è presente un interessante focus sulle ristrutturazioni domestiche e sull’efficientamento energetico. Al campione (fino a 1.000 persone a seconda del quesito) viene chiesto se è mai capitato di ristrutturare casa o comunque di fare lavori per migliorarla: il 70% risponde di sì ed è da evidenziare che il 37% dice di averlo fatto dopo il Covid.
«Con la pandemia – aggiunge Bardazzi – si è ritrovata la centralità della casa». E gli incentivi hanno dato slancio. Sulla tipologia degli interventi fatti, il 50% dichiara di aver realizzato in passato «almeno un intervento per l’efficientamento energetico».
Prossimi tre anni
Molto interessante la volontà di coloro che hanno risposto alla domanda sull’intenzione di ristrutturare casa nei prossimi tre anni: «Nonostante il ridimensionamento degli incentivi – spiega Bardazzi – c’è la voglia di migliorare lo stato della propria abitazione. Il 40% dichiara che nei prossimi tre anni pensa di fare interventi». E che tipologia di interventi? Qui il 54% ha intenzione di effettuare nel prossimo triennio almeno un intervento per l’efficientamento energetico domestico. «Abbiamo poi deciso di approfondire il motivo per cui non si vuole intraprendere lavori in casa – aggiunge Bardazzi -. Il 41% dichiara di non volerli fare per motivi economici, il 36% perché la casa non ne ha bisogno».
Le richieste di finanziamento
«Dalla ricerca emerge che i finanziamenti hanno rappresentato fino ad oggi un terzo del mercato – osserva Bardazzi – e il 40% degli intervistati afferma che un finanziamento sarebbe utile per migliorare la propria abitazione nei prossimi tre anni. Dati che fanno capire l’importanza del credito a supporto del settore delle ristrutturazioni».
A proposito della consapevolezza del risparmio dato dall’efficientamento, viene posta la seguente domanda: «Facendo lavori per migliorare l’efficienza energetica della casa si potrebbero ottenere risparmi in bolletta, ci hai pensato?». Il 71% di chi ha fatto lavori senza però finalizzarli al risparmio energetico dichiara di averci pensato ma di non aver fatto ancora niente e il 29% di non averci proprio pensato: «Molti dunque – sottolinea Bardazzi – vedono una spesa che spaventa piuttosto che un ritorno economico in prospettiva. Per questo serve un’adeguata politica di stimolo e consulenza, come fa Findomestic, per convincere il cliente della bontà dell’investimento. Il 2026 sarà, comunque, un anno positivo per l’efficientamento energetico: nonostante il ridimensionamento degli incentivi, le famiglie sono interessate ai progetti di ristrutturazioni domestiche che portino ad un risparmio energetico. E noi faremo il possibile per sostenerle».
Non a caso la strategia di Findomestic poggia su tre pilastri fondamentali: ambiente, sociale ed economico con l’obiettivo, osserva Anna Maria Russo, la direttrice che in Findomestic è alla guida delle iniziative di sostenibilità, di «aiutare i clienti a realizzare progetti che possano garantirgli un futuro migliore». E tra le azioni intraprese dall’azienda per accompagnare le famiglie verso la trasformazione energetica c’è l’accordo di 250 milioni per i prestiti green stipulato con la Bei.
Niccolò Gramigni
Photo: jcomp - freepik.com
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Rassegna del 13 Febbraio, 2026 |
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