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ISSUE 440

Amianto ed edilizia scolastica: oltre 14mila edifici sono potenzialmente esposti

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Amianto ed edilizia scolastica: oltre 14mila edifici sono potenzialmente esposti

Una nuova pubblicazione tecnico-scientifica dell’Inail – l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro – rilancia il tema della gestione del rischio amianto negli edifici, con un focus critico sul patrimonio scolastico italiano e sull’assenza di un censimento nazionale strutturato 

 

Nonostante decenni di progressiva regolamentazione e interventi di bonifica, l’amianto continua a rappresentare una criticità strutturale nel patrimonio edilizio italiano. 


Il tema, lungi dall’essere archiviato, riemerge con forza alla luce di nuovi strumenti tecnico-scientifici e di analisi aggiornate che mettono in evidenza lacune conoscitive e operative ancora rilevanti. 


Il 28 aprile è stato pubblicato il volume Gestione del rischio amianto negli edifici: ruoli e indicazioni operative, realizzato da Inail attraverso la Consulenza Tecnica per la Salute e la Sicurezza (Ctss), con il contributo dello Sportello Amianto Nazionale. 


L’opera si distingue per un approccio metodologico rigoroso, che integra analisi normativa, definizione dei ruoli e responsabilità e indicazioni operative di elevato profilo tecnico. Tuttavia, l’elemento di maggiore rilevanza risiede nella capacità di restituire una rappresentazione concreta e documentata della dimensione attuale del rischio amianto in Italia. 

 

Edilizia scolastica: un patrimonio esposto 


Uno dei passaggi più significativi del volume riguarda il patrimonio scolastico nazionale. Su circa 72.000 edifici, tra strutture pubbliche e private, una quota consistente risulta edificata tra gli anni Sessanta e Novanta, periodo caratterizzato da un uso intensivo dell’amianto in edilizia. 


Questa circostanza determina un’elevata probabilità statistica della presenza di materiali contenenti amianto (Mca) in elementi quali coperture, coibentazioni, impianti tecnologici e componenti edilizie. Il dato assume maggiore consistenza se confrontato con evidenze territoriali. 


In Lombardia, nel 2019, sono state rilevate 1.127 scuole con presenza di amianto su circa 5.470 edifici scolastici, pari a un’incidenza del 20,6%. L’assunzione prudenziale di questo parametro su scala nazionale conduce a una stima significativa: oltre 14.000 edifici scolastici potrebbero essere interessati dalla presenza di amianto. 


Si tratta, evidentemente, di una proiezione inferenziale, non sostitutiva di un censimento ufficiale. Tuttavia, proprio l’assenza di un sistema nazionale strutturato, omogeneo e accessibile rappresenta una delle principali criticità evidenziate. 


La mancanza di un censimento aggiornato e completo del patrimonio edilizio scolastico rispetto alla presenza di amianto costituisce un limite sostanziale alla pianificazione degli interventi. Senza una base dati condivisa e sistematizzata, la gestione del rischio rimane frammentata e disomogenea, affidata a iniziative locali o a rilevazioni parziali. 


In contesti come quello scolastico, tale lacuna assume un rilievo ancora maggiore. La presenza di Mca può infatti riguardare elementi strutturali e impiantistici inseriti in ambienti quotidianamente frequentati da studenti, docenti e personale. 

 

Gestione del rischio: tra continuità operativa e sicurezza 


La gestione del rischio amianto negli edifici scolastici presenta caratteristiche peculiari. Gli interventi devono garantire un equilibrio tra la continuità delle attività didattiche e la tutela della salute degli occupanti, con particolare attenzione ai soggetti più vulnerabili. 


In questo quadro, il volume dell’Inail sottolinea come la gestione del rischio non sia unicamente una questione tecnica, ma coinvolga aspetti organizzativi, decisionali e di responsabilità diffusa tra i diversi attori coinvolti. 


La pubblicazione si configura come uno strumento operativo completo, aggiornato alle più recenti evoluzioni normative europee e nazionali. Vengono analizzate tutte le fasi del processo di gestione: dal censimento dei materiali contenenti amianto alla valutazione del loro stato di conservazione, dalla pianificazione delle attività di controllo e manutenzione fino agli interventi di bonifica e alla gestione dei rifiuti.


Particolare attenzione è dedicata al raccordo tra legislazione, norme tecniche e prassi di riferimento, con un focus sulla figura del Responsabile del Rischio Amianto (Rra), destinata ad assumere un ruolo sempre più centrale nel contesto normativo attuale.

 

Foto:  Depositphotos

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