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ISSUE
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repubblica.it

Più spiagge incontaminate e protette, meno ombrelloni e lettini. Mancano pochi mesi all’inizio dell’estate e, mentre da noi si torna a discutere di concessioni balneari e di rapporto tra spiagge private e quelle libere, in Grecia le istituzioni hanno appena pubblicato una nuova e importante lista per preservare i litorali dall’impatto dell’uomo. Si tratta infatti della lista relativa alle “Apatites Paralies”, le spiagge “incontaminate” greche che possono godere di protezione in modo tale da rafforzare la loro tutela ambientale.
Più spiagge incontaminate e protette, meno ombrelloni e lettini. Mancano pochi mesi all’inizio dell’estate e, mentre da noi si torna a discutere di concessioni balneari e di rapporto tra spiagge private e quelle libere, in Grecia le istituzioni hanno appena pubblicato una nuova e importante lista per preservare i litorali dall’impatto dell’uomo. Si tratta infatti della lista relativa alle “Apatites Paralies”, le spiagge “incontaminate” greche che possono godere di protezione in modo tale da rafforzare la loro tutela ambientale.
Parliamo di zone costiere, in tutto il Paese, soggette a norme rigorose: qui per esempio ombrelloni o lettini sono vietati, così come chioschi, stabilimenti e ogni altra forma di attività antropica che potrebbe in qualche modo impattare su questi luoghi ritenuti di importante valore naturale ed ecologico. Il 24 aprile i ministeri dell’Economia e dell’Ambiente hanno così firmato, insieme, una ulteriore modifica al quadro normativo vigente per aumentare il numero di spiagge protette portandole da 238 a 251. Ben 13 nuovi siti dove - anche se bisogna poi vedere a seconda dei vari e differenti casi - l’uomo potrà sempre accedere gratuitamente e liberamente ma non dovrà “impattare” in nessun modo.
Una iniziativa, quella ormai lanciata nel 2024 e che continua ad ampliarsi, che fa parte della nuova strategia della Grecia sia contro l'overtourism sia per promuovere una gestione sostenibile delle coste greche dove, come altrove nel Mediterraneo, gli ecosistemi marini sono in forte sofferenza per lo sviluppo antropico e per i cambiamenti climatici in atto (sempre innescati dall’uomo).
In generale molte delle spiagge protette in Grecia fanno già parte o sono vicine alle zone Natura 2000 o a parchi e aree marine marine protette e si trovano sia sulla terraferma che nelle isole, come per esempio a Lesbo, Syros, Agios, Ikaria e tante altre. Queste spiagge non possono essere soggette a meccanismi di asta o concessioni per scopi commerciali e ci sono regole precise da rispettare qui, con multe salate per chi trasgredisce. Per esempio è vietata l’edificazione, l'installazione di recinzioni, il posizionamento di fioriere, tende da sole, ombrelloni e non è concessa la possibilità di parcheggiare in punti di accesso alle spiagge: per i trasgressori sono previste multe anche fino a 60mila euro. Per conoscere regole, condizioni e divieti o semplici informazioni sull’utilizzo di una spiaggia esiste poi anche un’app chiamata MyCoast che, in alcuni casi, permette perfino la visione dei documenti di concessione balneare laddove fosse permessa.
In Grecia l’idea di ampliare le zone protette dove l’uomo può avere pubblico accesso gratuito ma non deve lasciare traccia, nasce anche dal fatto che sempre più habitat - che siano costieri, dune, zone umide o lagunari - appaiono oggi più vulnerabili e frammentati con ripercussioni sulla fauna ittica, gli uccelli e la flora autoctona.
Di Giacomo Talignani
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Rassegna del 8 Maggio, 2026 |
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