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Progettare senza competere con la natura, ma imparando a dialogare con essa. È questa la visione che guida il lavoro di Matteo Thun, tra i principali interpreti dell’architettura sostenibile contemporanea, protagonista di recente del progetto della nuova ala dell’Hotel Bella Vista a Trafoi, di proprietà della leggenda sportiva Gustav Thöni e della sua famiglia, nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio.
In questa video intervista l’architetto racconta la sua idea di architettura “saggia”, capace di inserirsi nel paesaggio alpino con discrezione e rispetto, utilizzando materiali coerenti con il territorio e restituendo centralità all’esperienza umana dello spazio. Una visione in cui il progetto non domina la natura, ma la accompagna, riconoscendo nel paesaggio il vero protagonista.
Un nido contemporaneo ai piedi dell’Ortles
La nuova ala dell’Hotel Bella Vista a Trafoi, in Trentino-Alto Adige, nasce da un’immagine semplice e potente: quella di un nido tra le montagne. Un’architettura leggera, realizzata in legno e caratterizzata da grandi superfici vetrate che dissolvono il confine tra interno ed esterno, lasciando entrare la luce e il paesaggio negli spazi dell’ospitalità.
Ai piedi dell’Ortles, la vetta più alta dell’Alto Adige con i suoi 3.905 metri, il progetto interpreta una nuova idea di accoglienza alpina in cui la natura non è più soltanto sfondo scenografico, ma parte integrante dell’esperienza. Ogni ambiente è pensato come un’apertura verso l’esterno, affinché lo sguardo continui a dialogare con le montagne circostanti.
L’Hotel Bella Vista e la visione di Gustav Thöni
Fondato nel 1875 e gestito dalla famiglia dell’indimenticabile campione di sci Gustav Thöni, l’Hotel Bella Vista rappresenta da generazioni un punto di riferimento per chi cerca un rapporto autentico con l’ambiente alpino. Qui l’ospitalità nasce dall’incontro tra tradizione familiare, cultura della montagna e attenzione al benessere contemporaneo.
Campione olimpico e protagonista della storica stagione della Valanga Azzurra, Thöni ha mantenuto negli anni un legame profondo con Trafoi e con queste montagne. La nuova ala progettata da Matteo Thun nasce anche da un’amicizia di lunga data e da una visione condivisa: costruire uno spazio capace di valorizzare il territorio senza trasformarlo, rafforzando il dialogo tra architettura e paesaggio.
Il legno e l’architettura sostenibile secondo Matteo Thun
Alla base del progetto c’è una scelta precisa: utilizzare materiali naturali, primo fra tutti il legno, elemento centrale nella visione progettuale di Matteo Thun. Non solo una soluzione estetica, ma una decisione culturale e ambientale che riflette un’idea di architettura capace di durare nel tempo e migliorare la qualità dello spazio abitato.
Nella sua riflessione sull’architettura sostenibile, il legno rappresenta infatti il materiale più vicino all’uomo, quello che meglio dialoga con il paesaggio e con i ritmi naturali della montagna, dettata anche dalla necessità di ripensare il ruolo dell’architettura in relazione ai cambiamenti ambientali. Una scelta coerente con un approccio progettuale che considera l’edificio come parte di un ecosistema più ampio e non come un elemento separato dal contesto.
Il wellbeing d’alta quota immerso nel Parco dello Stelvio
Con la nuova ala, l’esperienza dell’Hotel Bella Vista si amplia anche sul piano del benessere, interpretato come una naturale estensione del paesaggio alpino. La nuova area wellness è pensata come uno spazio immersivo in cui acqua, luce e panorama diventano strumenti di rigenerazione fisica e mentale.
La piscina a sfioro si apre verso il Canyon del Trafoi come una terrazza sospesa sulle montagne, mentre le saune panoramiche, le sale dedicate allo yoga e al fitness e le aree relax immerse nella natura costruiscono un’esperienza sensoriale profonda, capace di restituire centralità al rapporto tra corpo e ambiente. Accanto a questi spazi trovano posto anche ambienti dedicati alle famiglie, in un equilibrio armonico tra condivisione e quiete.
In questa accezione il wellbeing non è evasione, ma riconnessione con i ritmi della montagna e con la dimensione più autentica del paesaggio alpino.
Di Vincenzo Petraglia
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Rassegna del 8 Maggio, 2026 |
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