
Il webinar del 20 maggio analizzerà i nuovi equilibri normativi europei e le ricadute operative per imprese, produttori e operatori del riciclo.
Il settore tessile europeo si trova oggi al centro di una trasformazione normativa profonda. L’Unione europea ha infatti costruito due pilastri regolatori destinati a incidere in modo diretto sulla gestione degli invenduti, sulla prevenzione dei rifiuti e sull’organizzazione delle future filiere di raccolta, selezione e riciclo.
Da un lato, il Regolamento (UE) 2024/1781 sull’Ecodesign for Sustainable Products introduce una nuova logica di progettazione e responsabilità lungo il ciclo di vita del prodotto. In questo quadro rientra anche il divieto di distruzione dei prodotti tessili invenduti, misura pensata per contrastare l’overproduction e spingere il mercato verso soluzioni più coerenti con i principi di circolarità, durabilità e valorizzazione delle risorse. Accanto al divieto, il Regolamento rafforza anche gli obblighi di trasparenza, imponendo alle imprese interessate di rendere pubbliche informazioni sui prodotti scartati e sulle ragioni del loro smaltimento.
Dall’altro lato, la revisione della direttiva quadro sui rifiuti interviene sul versante della gestione del fine vita, con l’obiettivo di rafforzare la gerarchia dei rifiuti e di creare, in tutti gli Stati membri, sistemi di responsabilità estesa del produttore (EPR) per il tessile. La direzione europea è chiara: rendere strutturale il finanziamento della raccolta, della selezione, del riutilizzo, della preparazione per il riutilizzo e del riciclo, attribuendo ai produttori un ruolo economico e organizzativo più forte. In parallelo, dal 1° gennaio 2025 è divenuto operativo nell’ordinamento europeo l’obbligo di raccolta differenziata dei tessili, passaggio fondamentale per costruire una filiera industriale più ordinata e più tracciabile.
Proprio il rapporto tra questi due piani — quello del prodotto e quello del rifiuto — apre oggi questioni interpretative e operative molto rilevanti. Le nuove norme, pur convergendo verso gli obiettivi della transizione circolare, presentano infatti aree di sovrapposizione che meritano un approfondimento tecnico: quando un invenduto può ancora essere gestito come bene da reimmettere in circuiti di utilizzo? Quando, invece, entra nella disciplina dei rifiuti? Quale ruolo avranno gli operatori della selezione, del riciclo e della valorizzazione industriale all’interno dei nuovi sistemi EPR? E in che modo le deroghe recentemente pubblicate dalla Commissione europea si inseriranno in questo quadro?
A questi temi sarà dedicato il webinar del 20 maggio alle ore 9:30, che vedrà confrontarsi competenze giuridiche, tecnico-ambientali e industriali.
Interverrà Mara Chilosi, avvocato cassazionista del Foro di Milano e partner di Chilosi Martelli – Studio Legale Associato, professionista che opera da anni nel diritto dell’ambiente, nei servizi pubblici locali di rilevanza ambientale, nella sicurezza sul lavoro, nell’anticorruzione e nella responsabilità da reato delle imprese. Il suo contributo sarà particolarmente prezioso per leggere il coordinamento — non sempre lineare — tra disciplina di prodotto, disciplina dei rifiuti e responsabilità degli operatori economici.
Accanto a lei interverrà Paolo Pipere, consulente e giurista ambientale, attivo dal 1991 nella consulenza, nella formazione e nella ricerca in materia di legislazione ambientale, autore e docente molto noto nel settore. Il suo intervento aiuterà a chiarire gli impatti concreti della revisione della direttiva rifiuti, con particolare attenzione agli adempimenti, alla qualificazione dei flussi e alla futura architettura dell’EPR tessile.
Il webinar ospiterà anche il contributo di ESO RECYCLING, con un focus sulle soluzioni industriali già disponibili per affrontare in modo conforme ed efficace la nuova stagione normativa europea. In uno scenario in cui gli invenduti non possono più essere considerati un semplice problema da eliminare, ma devono essere inseriti in una filiera di tracciabilità, selezione e recupero di valore, diventa decisivo il ruolo degli operatori capaci di trasformare la criticità normativa in un processo industriale strutturato. È proprio in questo spazio che si colloca l’esperienza di ESO RECYCLING: supportare le aziende nella corretta gestione dei materiali tessili e moda, costruendo percorsi coerenti con la gerarchia europea dei rifiuti, con la crescente responsabilizzazione dei produttori e con gli obiettivi della circular economy.
Il punto centrale non è più soltanto “come smaltire”, ma come prevenire, qualificare, selezionare e valorizzare. Ed è proprio qui che il confronto tra approccio giuridico, tecnico e industriale diventa indispensabile.