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ISSUE 441

Amsterdam dice stop a carne e voli aerei: è la prima capitale al mondo a vietarne la pubblicità

Dal primo maggio ad Amsterdam è proibito dalla legge fare pubblicità in luoghi pubblici a carburanti, voli, carne e pesce: ecco come funziona (e il perché della decisione).

focus.it

Amsterdam dice stop a carne e voli aerei: è la prima capitale al mondo a vietarne la pubblicità

Se pensiamo ad Amsterdam, la prima parola che ci viene in mente non è certo “divieti”: eppure, nella città dei coffee shop e dei quartieri a luci rosse, ora per legge è proibito fare pubblicità a carne e pesce, oltre che a prodotti e servizi legati all’uso di combustibili fossili.

La legge, in vigore dal primo maggio, include il divieto di pubblicizzare voli verso luoghi lontani dai Paesi Bassi come Zanzibar o New York, automobili alimentate a benzina o diesel e contratti domestici di fornitura di gas fossile.

 

 

La storia

Nel 2020 Amsterdam è la prima città al mondo a proporre di vietare la pubblicità su prodotti e servizi legati ai combustibili fossili, ma lo fa solo attraverso accordi volontari con gli operatori pubblicitari, senza leggi né sanzioni.

Il vero precedente legale arriva nel 2024, quando viene varata la prima vera legge che proibisce la pubblicità di combustibili fossili negli spazi pubblici.

L’anno successivo l’associazione olandese delle agenzie di viaggio e alcune compagnie turistiche presentano ricorso in tribunale, sostenendo che il divieto violi la libertà d’espressione e la normativa europea a tutela dei consumatori.

 

Il giudice stabilisce però che la salute dei cittadini e il clima prevalgono sugli interessi commerciali e così, dopo essere stata approvata il 22 gennaio 2026, la legge entra in vigore il primo maggio.

Secondo Anneke Veenhof, politica olandese tra le principali sostenitrici della legge, quella dai combustibili fossili è una dipendenza, e come tale va trattata: «se stai cercando di uscire da una dipendenza non è molto utile vederla ovunque», afferma.

 

 

Alcune precisazioni

Bisogna notare due aspetti importanti.

Il primo è che il divieto è valido solo in spazi pubblici come autobus, panchine, tram o cartelloni stradali. Nessuna proibizione nei negozi privati e nei canali media come giornali, radio e piattaforme online.

Il secondo è che la legge vieta la pubblicità di prodotti o servizi specifici, ma non proibisce a un’azienda di promuovere la propria immagine: una compagnia aerea, per esempio, non può acquistare uno spazio su un autobus per pubblicizzare un volo per Dubai, ma può vendere se stessa.

 

 

Perché anche carne e pesce?

Oltre ai combustibili fossili, Amsterdam dice no anche a carne e pesce.

I motivi principali sono tre: il fatto che l’allevamento intensivo pesi moltissimo sulle emissioni di gas serra, la preoccupazione per il benessere animale e i rischi per gli umani legati agli allevamenti intensivi, come zoonosi e antibiotico-resistenza.

A questo si aggiunge l’obiettivo che la città si è prefissata di arrivare a un consumo proteico per il 60% di origine vegetale entro il 2030.

 

 

Anche in Italia

Anche nel nostro Paese si è mosso qualcosa in questo senso, anche se non si tratta ancora di vere e proprie leggi.

Lo scorso 4 febbraio Firenze è diventata la prima città italiana ad approvare una mozione che vieta la pubblicità di prodotti e servizi legati a fonti fossili negli spazi pubblici, seguita il 21 aprile da Genova.

Ora bisogna vedere se la dichiarazione d’intenti diventerà legge, e la cosa non è affatto scontata.

 

 


Di Chiara Guzzonato

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