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ISSUE
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rinnovabili.it

Elettrificazione in Europa, quanto si risparmierebbe?
Prima accogliamo l’elettrificazione e meno saranno impattanti le crisi energetiche, come quella attuale, che colpiscono l’approvvigionamento di gas per riscaldamento e trasporti.
L’attuale instabilità dei mercati energetici internazionali, esacerbata dai conflitti nelle regioni produttrici come l’Iran, ha messo a nudo, di nuovo dopo la guerra russa in Ucraina, la fragilità strutturale dell’Europa, ancora troppo dipendente dalle dinamiche geopolitiche esterne. È la seconda volta che si verifica in una manciata di anni.
In questo scenario di incertezza, l’elettrificazione dei consumi non emerge più solo come un traguardo ecologico, ma come una stringente necessità economica e di sicurezza nazionale ed europea.
Dividendo economico per le famiglie
Secondo l’analisi del think tank danese CONCITO, il passaggio al riscaldamento e ai trasporti elettrici offrirebbe oggi benefici economici per le famiglie dell’Unione Europea superiori del 59% rispetto alle stime precedenti ai conflitti.
“Le famiglie di tutta l’UE possono risparmiare oltre 2.200 euro all’anno sui costi energetici sostituendo le caldaie a gas e le auto con motore a combustione con pompe di calore e veicoli elettrici. Questo era vero anche prima dell’attuale crisi energetica legata ai combustibili fossili, il che sottolinea l’enorme potenziale dell’elettrificazione per proteggere le famiglie da bollette energetiche insostenibili”, ha affermato Jens Mattias Clausen, direttore UE di CONCITO.
La distribuzione, ovviamente, non è omogenea all’interno degli Stati membri. Vediamo l’impatto nei tre Paesi industriali più importanti:
Disinnescare l’arma del ricatto
L’Europa importa oggi circa il 90% del petrolio e del gas che consuma, una vulnerabilità che permette ai Paesi produttori di utilizzare l’energia come strumento di pressione politica. L’elettrificazione di massa agirebbe come un potente antidoto a questa dipendenza:
Questi interventi garantirebbero una stabilità dei prezzi oggi considerata utopistica, proteggendo i cittadini dagli shock tariffari improvvisi.
“L’impennata dei prezzi dei combustibili fossili a cui stiamo assistendo oggi non è casuale, ma la prevedibile conseguenza della continua dipendenza dell’Europa dal petrolio e dal gas”, ha dichiarato Jens Mattias Clausen, direttore della divisione UE di CONCITO.
Paradossi fiscali e costi iniziali
Nonostante l’evidente convenienza sul lungo periodo, la transizione incontra ostacoli significativi.
Il primo è il paradosso fiscale: in molti Paesi, inclusa l’Italia, il sistema di tassazione favorisce ancora il gas naturale, gravando l’elettricità con accise e oneri di sistema sproporzionati che ne alterano la percezione di convenienza.
Il secondo ostacolo è il costo di capitale iniziale, Capex. Mentre i veicoli elettrici si avvicinano alla parità di prezzo con i modelli a combustione, le pompe di calore richiedono investimenti iniziali che restano proibitivi per le famiglie a basso e medio reddito.
Verso una programmazione
Per sbloccare il potenziale dell’elettrificazione, gli esperti suggeriscono interventi politici mirati:
Come sottolineato da Jens Mattias Clausen di CONCITO, gli strumenti per proteggere le famiglie esistono già; ciò che serve ora è la volontà politica di rimuovere le barriere normative ed economiche che frenano il cambiamento.
di Paolo Travisi
Photo: Depositphotos
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Rassegna del 22 Maggio, 2026 |
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