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Come smaltire e riciclare l’olio alimentare esausto

12/01/2018

olio esausto

In Italia, ogni cittadino produce circa 5 kg all’anno di olio derivante dalla frittura, dalla conservazione di alimenti e dalla cottura dei cibi.

Il dato sconcertante è che più della metà dell’olio esausto non viene recuperato e viene disperso nell’ambiente, spesso svuotando barattoli e pentole nel lavandino o nello scarico del gabinetto. Questa azione, oltre a rappresentare un illecito (la legge vieta di smaltire l’olio delle fritture nei tubi delle fogne), ha un grave impatto sull’ambiente:

  • L’olio esausto si deposita intorno alle zolle di terreno andando a creare una pellicola sottilissima e impermeabile impedendo il normale passaggio dell’acqua e il transito delle particelle nutritive che vengono normalmente assorbite dalle radici capillari delle piante.
  • L’olio esausto, una volta raggiunta una falda, può penetrare nei pozzi di acqua potabile rendendoli inutilizzabili: un solo litro d’olio esausto può danneggiare un milione di litri d’acqua rendendola non più potabile.
  • Creando una superficiale pellicola, l’olio esausto che raggiunge bacini idrici, fiumi e mari, impedisce l’ossigenazione dell’acqua compromettendo l’esistenza di flora e fauna. In più, l’olio esausto impedisce la penetrazione in profondità dei raggi solari danneggiando drasticamente l’ambiente marino e la vita in acqua. (Fonte: idee green)

L’olio alimentare esausto non solo deve essere smaltito correttamente, ma addirittura può essere riciclato e trasformato da rifiuto in risorsa. Da un adeguato trattamento si possono produrre lubrificanti, biodiesel, saponi, tensioattivi, inchiostri e molto altro. Ne è un esempio virtuoso Chand’huile, una candela profumata composta da olio esausto da frittura, cera di soia ed essenze naturali, prodotta da IllumiGREEN. IllumiGREEN è una startup green del territorio lodigiano fondata da 15 giovani ragazzi tra i 17 e i 18 anni nell’ambito del progetto Green Jobs, patrocinato da Invento Lab, Fondazione Cariplo e Junior Achievement Italia. Per la produzione di Chand’huile vengono impiegate solo materie prime naturali e del territorio, con una lavorazione artigianale e a impatto zero sull’ambiente.

Abbiamo intervistato Ilaria Foresti, Manager Comunicazione & IT di IllumiGREEN.

 

 

 

COME RECUPERARE E SMALTIRE L'OLIO ALIMENTARE ESAUSTO?

L’olio esausto va raccolto in appositi contenitori (ad esempio, le bottiglie di plastica) e trasportato nelle isole ecologiche di cui le città sono dotate. Alcuni distributori di benzina e supermercati provvedono al ritiro gratuito dell’olio esausto. Per il territorio del Comune di Milano, ci sono 25 supermercati delle insegne Carrefour, Simply e anche Coop (qui la lista completa) attrezzati per questa operazione. La modalità è molto semplice: basta raccogliere l’olio in una bottiglia di plastica, chiuderla bene e inserirla nell’apposito raccoglitore posizionato all’ingresso del supermercato. Simili iniziative sono presenti anche in altre città e regioni italiane.

 

Nunzia Vallozzi

Ufficio Stampa Web - ESO

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