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End of waste, ministro Costa firma decreto pneumatici fuoriuso:

03/04/2020

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Il Ministro: “Un elemento di forte stimolo e rilancio per le imprese, nel solco dell’economia circolare”

 “Abbiamo firmato e quindi emanato un decreto End of Waste molto atteso, quello sugli pneumatici fuoriuso”. Lo ha affermato il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa nel corso di una videoconferenza organizzata da Ecofuturo con i giornalisti che si occupano di ambiente. 

“A 400 mila tonnellate medie su base annua di questo tipo di rifiuti diamo una destinazione, trasformandoli in materia prima seconda – ha spiegato Costa - Si tratta di un decreto molto atteso dal mondo imprenditoriale. In due anni siamo riusciti a portarne a casa due: su pneumatici fuoriuso e prodotti assorbenti per la persona".

"Firmato questo decreto lavoro al prossimo - aggiunge il Ministro - quello della carta da macero, che spero di firmare entro la primavera: parliamo di 6 milioni e mezzo di tonnellate su base annua. Subito dopo, ci sarà quello per i rifiuti da costruzione e demolizione, 51 milioni di tonnellate su base annua, circa il 70% dell’end of waste”.

Accanto alla massima attenzione verso l’emergenza legata al Covid19, prosegue quindi l’impegno del Ministero dell’Ambiente verso i grandi obiettivi di sviluppo, nell’ottica della sostenibilità e dell’economia circolare. In quest’orizzonte si inquadra la firma odierna del decreto End of Waste sulla gomma vulcanizzata da Pneumatici Fuori Uso (PFU). Un provvedimento che riconosce definitivamente il riciclo degli PFU quale caposaldo dell’economia circolare degli pneumatici in Italia.  

Sono circa 400.000 le tonnellate di PFU che si generano ogni anno nel mercato del ricambio e della demolizione dei veicoli interessate dal decreto e circa 25 le aziende, con oltre 1.000 addetti, che sul territorio nazionale producono granulo da utilizzare in utili ed eccellenti applicazioni nel settore degli asfalti stradali, dell’impiantistica sportiva, dell’edilizia e dell’arredo urbano da parte di aziende specializzate.

Un sistema che garantisce la raccolta e recupero della totalità dei PFU generati da pneumatici regolarmente immessi sul mercato (uno contro uno) con una raccolta capillare e costante presso gli operatori del mercato del ricambio su tutto il territorio nazionale.

Si tratta di una filiera che, in 10 anni, ha trasformato gli PFU da problema da gestire a risorsa preziosa, consentendo la trasformazione in materia prima seconda di più della metà della quantità di PFU raccolta. Un settore che può rappresentare un volano per lo sviluppo di aziende e professionalità, con una sempre maggiore diffusione di utili applicazioni a beneficio dei cittadini.

Grazie alla nuova normativa vengono definite dettagliatamente le tipologie di rifiuti ammessi alle lavorazioni negli impianti, oltre ad un sistema di test e di tracciamento che garantirà qualità e sicurezza delle applicazioni realizzate con l’utilizzo del granulo e polverino da PFU da parte di un numero sempre crescente di aziende specializzate, a partire dai conglomerati bituminosi che potranno portare significativi benefici alla rete stradale nazionale.

Attraverso riferimenti comuni, gli impianti di riciclo avranno quindi la certezza di come verrà inquadrato il materiale riciclato in uscita dall’impianto, e allo stesso tempo le aziende utilizzatrici di granulo e polverino di gomma potranno contare su una certificazione di ogni singolo lotto di materiale che ne garantisce qualità, caratteristiche e sicurezza.

Nel dettaglio, vengono stabiliti criteri e condizioni specifiche, nel rispetto delle quali la gomma vulcanizzata derivante da PFU cessa di essere qualificata come rifiuto, indicando:

-          la tipologia dei rifiuti cui il regolamento si applica

-          le modalità di ricevimento e accettazione dei conferimenti

-          alcune caratteristiche dell’impianto

-          le modalità di controllo e verifiche dell’output per lotti di produzione per il rilascio della dichiarazione di conformità

-          i vincoli di conservazione della documentazione e di tracciamento

-          gli impieghi consentiti e i limiti di utilizzo della GVG-Gomma Vulcanizzata Granulare

La filiera del riciclo dei Pneumatici Fuori Uso genera valore economico, occupazione, consente benefici ambientali rilevanti per il Paese, riduce le emissioni climalteranti, i prelievi di materie prime, il consumo di acqua e favorisce gli investimenti delle aziende della green economy.

Un tessuto industriale articolato, sia sul fronte delle aziende di trattamento che delle aziende utilizzatrici del granulo e del polverino di gomma da riciclo dei Pneumatici Fuori Uso e che, grazie al Decreto End of Waste per la gomma vulcanizzata di PFU, potranno beneficiare di un definitivo slancio verso una sempre maggiore espansione delle applicazioni della gomma riciclata.

“Il decreto, avviato ora alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, corona un ampio e articolato percorso di confronto, verifiche ed analisi condotte dal Ministero dell’Ambiente con il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità, ISPRA e l’Unione Europea – spiega il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa - Un lavoro impegnativo, che ha portato alla definizione di una normativa nazionale chiara, completa e dettagliata, a tutela dell’ambiente e della salute delle persone, che costituirà anche un modello di riferimento per prossimi provvedimenti in adozione presso altri Paesi Europei, confermando l’Italia come eccellenza internazionale nella gestione e riciclo degli PFU”.

“Questo provvedimento conferma l’indirizzo del Ministero dell’Ambiente e del Paese verso l’economia circolare, - conclude il Ministro - l’unica su cui costruire uno sviluppo solido e duraturo per il Paese, ma soprattutto sarà un elemento di forte stimolo e motivazione per il rilancio di un importante settore industriale dopo il superamento della attuale crisi dovuta al Coronavirus”.

PER APPROFONDIRE

I decreti ministeriali per flussi di rifiuti

PAP, rifiuti da prodotti assorbenti per la persona: decreto firmato il 15 maggio 2019. È il primo decreto EOW firmato e riguarda una produzione di circa 900.000 tonnellate di rifiuti prodotti che generalmente vengono smaltiti per lo più in discarica. A valle di un trattamento di sterilizzazione e separazione, si ottengono invece 3 materiali: miscela di plastiche, polimero superassorbente SAP e cellulosa a basso e alto contenuto di SAP.

Gomma vulcanizzata granulare: In Italia vengono raccolte annualmente circa 400.000 tonnellate di pneumatici fuori uso (PFU), già coperti da un sistema di responsabilità estesa del produttore (EPR). Il decreto prevede che il materiale ottenuto, a valle del trattamento, venga utilizzato in processi manifatturieri per la produzione di articoli e/o componenti di articoli in gomma, materiali compositi bituminosi quali bitumi modificati, membrane bituminose, additivi per asfalti a base gomma, mastici sigillanti; asfalti o conglomerati cementizi alleggeriti; materia prima per l’industria chimica.

I prossimi decreti EOW

Carta da macero. È il successivo decreto EOW in preparazione, in ordine temporale. Prevista la firma per giugno 2020.

Secondo il rapporto 2019 di Unirima, unione nazionale delle imprese di raccolta e riciclo del macero, la carta complessivamente raccolta in Italia nel 2018 si aggira intorno ai 5,3 milioni di tonnellate a cui si aggiunge quella proveniente da rese e da altre attività industriali per un totale di circa 6,65 milioni di tonnellate.

La carta da macero può essere riusata come materia prima nella manifattura di carta e cartone ad opera dell’industria cartaria e in industrie che utilizzano come riferimento la norma UNI EN 643.

Nel 2018 in Italia la raccolta differenziata di carta e cartone dai rifiuti urbani e assimilati è stata di circa 3,39 milioni di tonnellate, equivalente a più di 56,3 chilogrammi per abitante. Il 52,6% proviene dalle Regioni del Nord, il 24% da quelle del Centro e il 23,4% da quelle del Sud. Tutte le aree sono state interessate da una crescita dei volumi rispetto all’anno precedente, pari al 3% nel Nord, all’1,4% al Centro e al 9% nel Meridione.

Rifiuti da costruzione e demolizione (C&D): I rifiuti da costruzione e demolizione (rifiuti C&D) rappresentano una fetta preponderante della produzione italiana di rifiuti speciali. Si tratta, comprese le terre e rocce da scavo di circa 51 milioni di tonnellate annue.

Sono stati oggetto di approfondimento due temi fondamentali che riguardano la determinazione del lotto ed il contenuto di cloruri e solfati nel materiale recuperato.

Anche per questo decreto anche siamo alle battute finali, seguirà di poche settimane l’EOW della carta da macero.

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