ESO - Società Benefit arl - P.IVA IT 13288930152
cover-small
Home / Normative /Smaltimento rifiuti costituiti da DPI: il quadro aggiornato

11/06/2021

Smaltimento rifiuti costituiti da DPI: il quadro aggiornato

Ieri, in Commissione Ambiente della Camera, la sottosegretaria per la transizione ecologica Ilaria Fontana ha risposto all’interrogazione presentata da una forza politica sulla modalità di smaltimento dei dispositivi di protezione individuale (DPI).

È stato richiesto al Ministero per la transizione ecologica se e quali iniziative urgenti intenda adottare per rendere corretto il ciclo di smaltimento dei DPI, in considerazione del fatto che, secondo i dati Ispra, la produzione complessiva di rifiuti derivanti dall'utilizzo di DPI è stata di circa 300.000 tonnellate per il 2020.

La sottosegretaria Ilaria Fontana ha risposto che, durante l'emergenza COVID-19, è stato necessario effettuare la classificazione e la corretta gestione del ciclo dei rifiuti da DPI (in particolare: mascherine e guanti) in base alla diversa tipologia di utenza e di attività che li ha generati. Tale studio è stato riportato nel rapporto Ispra del 16 maggio 2020 «rifiuti costituiti da DPI usati», in cui sono state impartite le istruzioni per la fase di lockdown, poi confermate per la «Fase 2», per la gestione dei rifiuti da DPI prodotti da utenze domestiche e da quelle produttive/commerciali i cui rifiuti sono assimilati agli urbani.

Il Decreto Rilancio ha previsto che il Ministero, oggi della transizione ecologica, emani delle Linee Guida per l'individuazione delle modalità di raccolta dei DPI usati, ora in corso di redazione.

Mentre il Decreto Cura Italia ha disposto che il Ministero, oggi della transizione ecologica, definisca con decreto specifici criteri ambientali minimi (CAM), al fine di prevenire la produzione dei rifiuti da mascherine filtranti, DPI e altri dispositivi medici, nonché promuovere una filiera di prodotti riutilizzabili più volte.

Nei CAM, il requisito di riutilizzabilità sarà obbligatorio per tutte le forniture pubbliche di mascherine di comunità (destinate al personale non sanitario).

La sottosegretaria ha infine dichiarato che, considerando che le mascherine riutilizzabili possono essere adoperate in media 50 volte, senza arrecare alcun limite alla sicurezza dei lavoratori, risulta evidente che si registrerà un consistente riduzione del volume dei rifiuti derivante dall'utilizzo di questi prodotti.

Attualmente lo schema di decreto di definizione dei CAM ha già acquisito il parere del Ministero della salute ed è in fase di perfezionamento per la successiva emanazione.

Link:

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=5/06185&ramo=C&leg=18

 

Francesca Allocco

avvocato - esperta in legislazione ambientale