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ISSUE
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focus.it

Per proteggere bisogna conoscere, e questo principio semplice ha dato vita a un progetto che sta trasformando il modo in cui intere generazioni di studenti guardano al mare.
Succede quando una comunità decide che i suoi oceani meritano di stare al centro dell'educazione, non ai margini. È quello che accade nelle Blue Schools — le Scuole Blu — dove il mare smette di essere un argomento opzionale e diventa parte integrante del curriculum scolastico, dalle elementari alle superiori.
Un progetto non estemporaneo, ma sostenuto dall'Unione Europea e dall'UNESCO, con l'obiettivo concreto di insegnare alle nuove generazioni la cura dell'ambiente marino e la sostenibilità. In Italia, l'Isola d'Elba in Toscana è diventata la prima unità territoriale in cui tutte le scuole fanno parte della Rete Europea, creando di fatto un modello che altri territori hanno iniziato a guardare e a replicare.
Da isola pilota a rete nazionale
L'Isola d'Elba non è stata scelta a caso. Negli ultimi anni, supportata dalla Fondazione Acqua dell'Elba e dal Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, l'isola ha dimostrato che un territorio può diventare interamente blu. Quello che era un esperimento locale si è trasformato in qualcosa di più ampio: dopo l'impegno recente di allargare la rete a tutti gli istituti scolastici delle isole minori italiane, anche La Spezia e Napoli hanno gettato le basi per una vera Rete Nazionale delle Blue Schools.
A Napoli, il riconoscimento è stato ottenuto di recente da una rete di sei scuole cittadine, attraverso progetti sulla biodiversità e il patrimonio marittimo locale, inserendosi così nella Riserva della Biosfera MAB.
"L'Isola d'Elba ha dimostrato che un territorio può diventare interamente blu", racconta Norman Larocca, direttore della Fondazione Acqua dell'Elba. "Vogliamo che l'esperienza elbana diventi un patrimonio condiviso da tutte le scuole e i territori che sentono il mare come importante risorsa da proteggere e valorizzare".
Come il mare entra in classe
Non si tratta di aggiungere una lezione facoltativa di ecologia marina. Le Blue Schools funzionano in modo radicalmente diverso: i temi "blu" sono trasversali e uniscono lezioni di biologia, matematica, storia, arte e geografia in un unico filo narrativo. Le classi creano progetti concreti per ottenere la certificazione ufficiale di Blue Challenger — iniziative interdisciplinari che includono educazione scientifica, monitoraggio ambientale, citizen science, arte, narrazione e linguaggi creativi.
È un approccio che trasforma il mare da soggetto di studio in una grande enciclopedia vivente da consultare continuamente.
Progetti che insegnano il territorio
L'Istituto tecnico G. Cerboni di Portoferraio ha scelto di concentrarsi sulla Posidonia oceanica, quella pianta marina fondamentale per l'ecosistema marino. Il progetto, "Blue-Cerboni", ha portato gli studenti a scoprire come questa pianta possa essere utilizzata come compost organico in viticoltura. Oltre a condurre esperimenti fisici sul campo, le classi hanno intervistato viticoltori noti per aver utilizzato questa tecnica, producendo un video che racconta le varie fasi del progetto, i risultati e le testimonianze direttamente dalla comunità.
Un approccio che trasforma completamente il significato di fare scienza: non è osservazione passiva, ma partecipazione attiva e racconto del territorio.
Simile è stato il percorso della Scuola Primaria C. Pisacane di Isola del Giglio, che con il progetto "Progettiamo il mare" ha affrontato il concetto di ecosistema marino in modo ampio. Gli studenti hanno esplorato l'SDG 14 — "Vita sotto l'acqua" — per riconoscere le principali minacce alla salute degli ecosistemi marini, comprendere i vari tipi di pesca e la sostenibilità, e approfondire il problema delle microplastiche e delle isole di plastica.
Oltre il mare: tutelare il territorio
Ma la visione della Fondazione Acqua dell'Elba va oltre la superficie marina. L'Elba è anche una costa costellata dai boschi e dalla macchia mediterranea, sempre a rischio di incendi. Per questo, la Fondazione ha avviato un impegno costante nella tutela anche del territorio terrestre, attraverso la restituzione di alcuni cammini in collaborazione con il Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano.
Il progetto si chiama la Via dell'Essenza e racchiude i percorsi di trekking dell'isola. La Via dei Lentischi — la tappa numero 1 — è un sentiero costiero che parte da Marciana Marina, dove è possibile entrare in contatto con la natura attraverso i suoi profumi e gli ecosistemi che la caratterizzano. Riaprendo i sentieri, il territorio viene protetto da incendi e frane, creando così una continuità tra educazione marina e tutela complessiva dell'ambiente.
Un insegnamento che va ben oltre la scuola: la protezione dell'ambiente inizia quando si impara veramente a conoscerlo, quando il mare e la terra smettono di essere sfondi e diventano parte della propria identità di studente, e poi di cittadino.
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Rassegna del 28 Agosto, 2026 |
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