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ISSUE 447

Mare di Ross, il nuovo pozzo di CO2 scoperto negli abissi

metrotoday.it

Mare di Ross, il nuovo pozzo di CO2 scoperto negli abissi

 

I tuoi modelli climatici perdono il 5% di una parte cruciale. Non è poco. È il genere di errore che sembrava piccolo finché non ti accorgi che si propaga in tutti i calcoli che fatto per capire se il pianeta si sta salvando o no.
 

Una ricerca congiunta dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (OGS) e dell'Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irbim) ha scoperto qualcosa che dovrebbe farti ripensare a come raccontiamo il ciclo del carbonio oceanico.

 

Nelle acque profonde del Mare di Ross, in Antartide, dove non arriva nemmeno un raggio di sole, vivono microrganismi che lavorano al buio assoluto per trasformare il carbonio inorganico disciolto direttamente in materia biologica. Un processo di fissazione del carbonio che accade esattamente come nelle zone illuminate dell'oceano, solo che laggiù nessuno l'avrebbe mai misurato perché sembrava impossibile.

 

Il trucco invisibile nei bilanci del carbonio

 

Per decenni, la comunità scientifica ha calcolato il ciclo del carbonio oceanico partendo da una semplice assunzione: la CO2 viene assorbita in superficie, dove c'è luce e dove il fitoplancton fa fotosintesi. Quando la materia organica muore e affonda verso gli abissi, beh, quella è solo "storage" — deposito passivo di rifiuti biologici.

 

Negli abissi del Mare di Ross, i microrganismi fissano carbonio inorganico disciolto (DIC) a tassi comparabili a quelli delle principali regioni oceaniche del mondo, nonostante le temperature estremamente basse.

 

Significato pratico: il buio non ferma il lavoro. Solo cambia chi lo fa.

 

Il team ha proiettato i dati su tutto il volume del Mare di Ross e ha scoperto che il carbonio fissato negli abissi costituisce il 5% del "pozzo" annuale di questo mare — cioè, il 5% della quantità totale di CO2 che il Mare di Ross assorbe ogni anno viene trasformato diretta negli abissi, non in superficie. 

 

Cinque percento che non era mai stato contabilizzato in nessun modello climatico globale.

 

Cosa significa non contare il 5%


Quando costruisci modelli che prevedono quanto carbonio gli oceani possono assorbire — modelli che usano i governi per fare promesse sui tagli emissioni — ogni punto percentuale conta. Perché un oceano che assorbe il 5% di carbonio in più ogni anno è un oceano che sta assorbendo più del previsto.

 

Non tenere conto di questo processo potrebbe significare sottostimare la capacità di assorbimento di CO2 del Mare di Ross, secondo Grazia Quero del Cnr-Irbim.

 

Qui arriviamo al punto: stai sottostimando la capacità dell'oceano di compensare le tue emissioni. Cosa che potrebbe significare che sei meno urgente abbattere le emissioni di quanto i modelli dicono. O, al contrario, significa che il tuo margine di sicurezza è più ampio di quanto pensavi.

 

Una delle due cose cambierebbe completamente come i governi pianificano la decarbonizzazione.

 

Come funziona il "lavoro al buio"


I microrganismi che vivono negli abissi — batteri e archaei che vivono a temperature di pochi gradi sotto lo zero — non fanno fotosintesi. Non possono. Non c'è luce. Invece, usano l'energia chimica: ossidano le molecole inorganiche di carbonio e le incorporano nella loro biomassa.

 

È come se il pianeta avesse scoperto una pompa di carbonio che non aveva mai documentato, nascosta a mila di metri di profondità, gestita da creature invisibili che si alimentano di quello che gli altri scaricano.

 

E il processo ha tassi di fissazione comparabili a quelli che misuriamo nelle acque illuminate — nonostante le temperature estreme, nonostante l'assenza totale di luce. Significa che la vita, quando è disponibile il substrato chimico giusto, trova il modo di lavorare indipendentemente da ciò che gli umani considerano "condizioni ideali".

 

Perché questa scoperta arriva adesso


La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Communications Earth & Environment, coordinata da Mauro Celussi dell'OGS. Non è accidentale che arriva proprio adesso, quando i modelli climatici sono sottoposti a pressione crescente per spiegare perché l'assorbimento di carbonio oceanico rimane più forte del previsto in alcuni anni.

 

Se prima pensavi che il 95% del lavoro oceanico accadesse in superficie e il 5% fosse solo "storage", ora sai che non è così. Una frazione significativa del lavoro continua nei luoghi dove nessun occhio umano la osserva.

 

La implicazione nascosta: il Mare di Ross importa ancora più di quanto pensassi


Il Mare di Ross è una delle regioni oceaniche più produttive del pianeta. È anche il sito di formazione di acque profonde che influenzano la circolazione termica globale. Se scopri che il 5% del suo assorbimento di carbonio avviene attraverso un meccanismo invisibile, significa che il Mare di Ross non è solo importante per ciò che tutti sanno — è importante per ragioni che avevi perso completamente dai calcoli.

 

E il Mare di Ross, ricordiamo, è anche la regione più vulnerabile al riscaldamento globale. Se le temperature cambiano, il tasso di fissazione di questi microrganismi cambia. Se cambia il tasso di fissazione, cambia la quantità di carbonio che il mare trattiene.

 

Nessuno stava monitorando questo parametro. Ora lo sanno. Cosa faranno con questa informazione dipende da quanto seriamente prendono la necessità di capire davvero come funziona il ciclo del carbonio, invece di usare modelli approssimativi per giustificare decisioni politiche.

 

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