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ISSUE
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nonsoloambiente.it

La discussione sulla mobilità sostenibile punta sempre i riflettori sullo stesso nemico: le emissioni allo scarico. Auto elettriche contro auto a combustione. Zero emissioni versus CO₂. Ma mentre l'attenzione rimane concentrata su questo fronte, un problema silenzioso continua a crescere: l'inquinamento generato dall'usura dei pneumatici.
Un nemico che nessuno vede
Quando gli pneumatici sfregano sull'asfalto, freni e manto stradale si consumano, rilasciando particelle minuscole di gomma sintetica, polimeri e additivi chimici. Sono invisibili, spesso ignorate dalle statistiche ambientali, eppure rappresentano una delle maggiori fonti di contaminazione. Il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente ha stabilito che queste particelle sono oggi tra le principali sorgenti di microplastiche primarie disperse nell'ambiente.
Niente tubo di scarico, quindi. Niente combustione. Eppure l'inquinamento continua, indifferente al tipo di alimentazione del veicolo. Benzina, diesel, ibrido o elettrico: tutti producono questo genere di emissione, definita tecnicamente "non-exhaust emissions".
Un fenomeno in crescita
È un paradosso della transizione energetica: mentre le emissioni allo scarico diminuiscono, la consapevolezza del problema legato all'usura dei componenti aumenta proporzionalmente. Il Joint Research Centre della Commissione Europea stima che l'abrasione degli pneumatici contribuisca da un terzo fino a circa la metà delle microplastiche rilasciate involontariamente nell'ambiente, rappresentando una quota significativa del particolato legato al traffico stradale.
I numeri sono preoccupanti. L'Agenzia Europea dell'Ambiente documenta che, tra il 2016 e il 2022, le emissioni di microplastiche dovute all'usura degli pneumatici nell'Unione Europea sono aumentate di circa il 12%, nonostante i progressi nella riduzione di altre forme di inquinamento.
Europa in movimento verso una metodologia comune
La Commissione Economica delle Nazioni Unite per l'Europa ha riconosciuto il problema e nel 2024 ha annunciato lo sviluppo della prima metodologia internazionale per misurare le emissioni generate dall'usura degli pneumatici. Rappresenta un cambio di paradigma per le politiche ambientali.
Fino a oggi, la regolazione europea si era concentrata quasi esclusivamente su ciò che esce dal tubo di scarico. Le emissioni non legate alla combustione erano rimaste sistematicamente in secondo piano, nonostante rappresentassero un fardello ambientale significativo. Lo standard internazionale che si sta sviluppando creerà un quadro condiviso, permettendo in futuro di confrontare le prestazioni ambientali dei diversi pneumatici e favorire soluzioni progettuali più sostenibili.
Oltre il motore: la sostenibilità a 360 gradi
Un punto critico merita chiarimento. Le particelle da usura non sono un problema specifico delle auto elettriche. Tutti i veicoli contribuiscono al fenomeno, indipendentemente dal carburante utilizzato. È vero che il maggiore peso di alcuni veicoli elettrici può influenzare il consumo degli pneumatici, ma l'effetto dipende da numerosi fattori: progettazione del veicolo, stile di guida, tipo di pneumatico e condizioni della strada. Gli esperti invitano quindi a evitare semplificazioni e attribuzioni frettolose.
La sostenibilità nel trasporto non si misura soltanto dal tubo di scarico. Significa ripensare l'intero impatto del veicolo: materiali, pneumatici, infrastrutture, produzione dell'energia e fine vita dei componenti. È una visione olistica che abbraccia l'intera filiera e il ciclo di vita completo.
Quando l'invisibile diventa il nuovo fronte
Le emissioni invisibili prodotte dagli pneumatici insegnano una lezione importante: la sostenibilità è spesso più complessa di quanto sembri. Ridurre la CO₂ rimane fondamentale, ma costruire una mobilità davvero sostenibile significa affrontare anche quei fenomeni che, fino a pochi anni fa, erano quasi assenti dal dibattito pubblico.
La vera sfida del futuro non sarà soltanto guidare veicoli senza emissioni allo scarico. Sarà ridurre tutte le emissioni che accompagnano ogni chilometro percorso, comprese quelle che non vediamo ma che respiriamo e disperdiamo nell'ambiente ogni giorno.
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Rassegna del 28 Agosto, 2026 |
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