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10/06/2022

Rettifica Raccomandazione Ue sui metodi di definizione della c.d. impronta ambientale

Sono state rettificate le raccomandazioni  della Commissione europea 2021/2279/Ue dello scorso 15 dicembre 2021 relativamente all’uso dei metodi della impronta ambientale per misurare le prestazioni ambientali del ciclo di vita dei prodotti e delle organizzazioni.

 

Il testo pubblicato in GUUE il 23 maggio scorso (L. 144) sostituisce e rettifica interamente il testo della raccomandazione Commissione Ue 2021/2279/Ue, in quanto il testo pubblicato lo scorso 30 dicembre 2021 era privo di allegati.

 

La criticità era tale da dover rettificare l’intero atto, poiché proprio negli allegati sono contenute le istruzioni per utilizzare i metodi dell'impronta ambientale, ovvero la c.d. "Environmental footprint" che genera ciascun prodotto, nonché ciascuna organizzazione.

 

Attraverso tali istruzioni le imprese possono ottenere dei parametri per misurare le proprie prestazioni ambientali, anche d’ausilio agli strumenti per le valutazioni ESG, e successivamente comunicarle.

 

Tale strumento è riconosciuto a livello internazionale e dunque consente di competere nel mercato sulla base di informazioni ambientali affidabili, conosciute dagli stakeholders e confrontabili tra competitors dei mercati, attraverso uno strumento tecnico ed equidistante dai vari interessi di mercato.

 

Si rammenta che, sebbene sia intervenuta recentemente la rettifica integrale, la raccomandazione 2021/2279/Ue ha sostituito la raccomandazione 2013/179/Ue che già nel 2013 promuoveva l'uso di metodi comuni per misurare e comunicare le prestazioni ambientali del ciclo di vita dei prodotti e delle organizzazioni, aprendo così la via ad una fase di testing durata fino al 2018, nella quale gli stakeholders hanno avuto modo di confrontarsi e reperire delle informazioni che, una volta condivise nel settore di riferimento, sono divenute le successive indicazioni portatrici esse stesse dei nuovi principi europeisti del New Green Deal che negli anni ha caratterizzato la politica della Commissione europea.

 

È importante sapere che codeste raccomandazioni non costituiscono un’innovazione normativa applicata alla legislazione vincolante dell'Unione, poiché tale utilizzo, ad esempio, è già stato fatto proprio da talune discipline europee di sostenibilità ambientale che già le considerano, tra cui - di principale interesse - la legislazione europea in materia di Tassonomia ambientale nell’ambito dell’applicazione della disciplina ESG, di cui al Regolamento 2020/852/Ue.

 

Francesca Allocco

avvocato esperto di diritto ambientale