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15/04/2022

25 anni di storia nel mondo dei rifiuti e un nuovo sogno

Era il 1997 quando, per puro caso, entrai nel mondo dei rifiuti, attratto dall’idea di lavorare in un nuovo settore che mi incuriosiva. Qui decisi di convogliare tutte le mie energie, non poche per chi mi conosce, per dare il mio contributo orientato ad introdurre buone pratiche che si prendessero cura dell’ambiente, lontane da giochi d’interesse.

 

Dopo poco meno di due anni fondai ESO: ero reduce da quasi 3 anni di esperienza nel più importante impianto dei “tossico nocivi” in Lombardia, il secondo in Italia.

 

Con me in ESO, venne Betty, tecnica commerciale: lavorava con me all’impianto, il rapporto inizialmente era di amore e odio, fino a trasformarsi in amore e in una bellissima famiglia allietata dalla nascita di Teodoro.

 

Il core business di ESO, allora così come oggi, era il trattamento, lo smaltimento e/o il recupero di rifiuti da ufficio, una nicchia dimenticata da tutti in Italia con poca propensione a ricordare l’appena nato decreto Ronchi, che cominciava dal differenziare i rifiuti anziché ammassarli e buttarli un una buca chiamata discarica.

 

A chi mi chiede com’era allora il mondo dei rifiuti, mi piace ricordare un aneddoto. Alla visita in azienda di un importante cliente, quando gli parlai degli ESObox, i nostri contenitori per inserire dentro le cartucce dei toner, mi guardò stupefatto dicendomi: “ma io cosa me ne faccio dei contenitori quando butto questa robaccia nel cestino della spazzatura?”.

 

L’inizio non fu facile, tutt’altro: si presentava in salita e senza falsi piani.

 

Da allora, 1999, ne sono passati di “toner sotto i ponti”, così come carta, neon, batterie, computer, stampanti e tutti i rifiuti da ufficio.

 

Dieci anni dopo, eravamo nel 2009, grazie alla richiesta di un amico, Marco Marchei ex maratoneta di professione, che mi chiese se c’era un’alternativa al buttare le vecchie scarpe da corsa nella spazzatura, nacque esosport.

 

Fu l’inizio di un progetto entusiasmante, con l’idea che il ciclo del riciclo e la creazione di nuova materia prima seconda era possibile. Quel rifiuto che Marco non voleva buttare nella spazzatura poteva diventare una nuova risorsa: un materiale in gomma per la pavimentazione di un parco giochi per bambini. In azienda c’era grande fermento ed energia: Betty era entusiasta dell’idea, ci metteva anima e cuore nel cercare soluzioni per concretizzarla. Nel mezzo del cammino purtroppo Betty si ammalò e ci lasciò. Il dolore fu tale che mi fermai anch’io, fino a quando capii che per lei dovevo andare avanti e che quei parchi gioco, che insieme volevamo far nascere, si sarebbero chiamati “Il giardino di Betty”, in suo ricordo. Continuare a percorrere un’idea ma soprattutto la diffusione di una nuova cultura: il ciclo del riciclo che oggi è diventato economia circolare.

 

Il mio impegno nelle scuole, dai bambini delle elementari che poi in 3a media hanno visto nascere il loro Giardino di Betty a Cesano Boscone, nei licei e nelle università: giravo come una trottola per fare conoscere questo progetto, le sue potenzialità, per insegnare che qualcosa che non vale più niente può invece diventare un valore.

 

Credo di aver contribuito, con la mia azienda e con il nostro impegno, a innescare un cambio di mentalità in tutte le persone che ho incontrato, clienti e non. Arrivare a far capire che non c’è solo la strada verso la discarica e che i rifiuti possono trasformarsi in nuova risorsa è stato ed è tuttora il mio impegno quotidiano.

 

Da allora ad oggi i Giardini di Betty sono diventati 25 in tutta Italia, alcuni in posti stupendi (Porto Antico a Genova, ad esempio) ed alcuni nei quartieri più difficili delle grandi città, come al Corviale a Roma.

 

Negli anni di sviluppo di esosport, le idee e gli studi sono diventati progetti, schede tecniche, analisi chimiche: al riciclo di scarpe sportive si sono aggiunti anche i pneumatici delle biciclette, le camere di aria, le palline da tennis e padel. Da questa idea, nasce anche l’ultimo progetto: ‘back to work’ con il quale ritiriamo e avviamo al riciclo i DPI, dispositivi di protezione individuale. Un’iniziativa che incontra sempre più l’interesse delle aziende, grandi e piccole, sensibili alle tematiche ambientali e che con noi vogliono contribuire ad un cambio di mentalità.

 

Il 2018 fu un altro anno di svolta: il mio progetto di economia circolare diventò realtà con la nascita di ESO Recycling. Le idee diventarono brevetti, il business plan fu chiaro: si mise in moto un meccanismo inarrestabile per costruire un macchinario che consentisse la lavorazione e il riciclo dei materiali sportivi a fine vita e dei DPI.

 

Il senso più profondo di questo progetto, alla mia età, era ed oggi quello di lasciare qualcosa alle nuove generazioni, dimostrare che si può agire concretamente per prenderci cura dell’ambiente, e che il futuro può e, deve essere, in questa direzione: pulito nel senso di onesto, etico e solidale.

 

Seminare per il futuro.

 

ESO Recycling, spin off di ESO, è nata con l’obiettivo di aprire 11 sedi in Italia, con 110 posti di lavoro per i giovani, per la trasformazione dei rifiuti provenienti dallo sport e dai DPI. Penso ai giovani, come me e Betty agli inizi, perché credo che possano entusiasmarsi sapendo di contribuire ad una svolta nel mondo dell’ambiente.

 

È un progetto “a chilometro zero”, con piccoli impianti ubicati su tutto il territorio nazionale, dove Palermo chiama Milano e Montebelluna chiama Firenze: il primo è a Tolentino, dove nacque mio nonno, grande lavoratore che diede vita a Busseto al Bottonificio Cannara, nel quale diede lavoro a tante famiglie, portandole, anche insieme a mia nonna, ogni anno a Riccione a fare le vacanze con figli e parenti.

 

Questa era la solidarietà negli anni ’30, oggi si può manifestare in molti altri modi, l’importante è esserci per gli altri.

 

È con questo spirito che mi sono buttato in questa nuova avventura imprenditoriale, insieme a validi collaboratori: ho desiderato provare la strada del crowdfunding, affidandomi a Crowfoundme, esperta realtà in questo settore, con l’obiettivo di un progetto partecipato da tutti coloro che, come me, credono nei sogni e nel futuro dell’economia circolare.

 

Ringrazio, sin da ora, chi vorrà esserci con un piccolo mattoncino per contribuire, tutti insieme, a lasciare un segno tangibile di un cambiamento.

 

“Serenità è sapere che ciò che inizia con un rifiuto può avere un lieto fine”.

 

Grazie di cuore!

 

Nicolas Meletiou

 

Per scoprire il nostro progetto, cliccate https://www.crowdfundme.it/projects/eso-recycling/