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24/12/2021

Dal riciclo, la vita - Siamo esseri straordinari

 

È che a volte ce ne dimentichiamo e abbiamo bisogno dei ricordi, del passato e delle persone che hanno lasciato un segno indelebile dentro di noi per capire di cosa siamo capaci. Per meravigliarci di quali azioni può l’UOMO.

 

Questo Natale, sotto l’albero, voglio mettere un ricordo prezioso che anima fin dagli inizi lo spirito imprenditoriale di famiglia e che è all’origine di tutti i nostri progetti.

 

Tanti anni fa si riciclava per sopravvivere. Ma cominciamo dal principio.

 

Nel 1940 le milizie tedesche arrivavano a Busseto, piccola città della bassa parmense che aveva dato i natali al Maestro Giuseppe Verdi. Qui mio nonno Amato, originario di Tolentino, storico comune marchigiano, guidava insieme a mia nonna Milada, di nazionalità ceca, il bottonificio Cannara.

 

Si producevano bottoni per i civili e, in pieno conflitto mondiale, anche le stellette di metallo per l’esercito italiano e tedesco.

 

Durante quel periodo un generale e un tenente tedeschi si erano stabiliti nell’edificio con l’esercito e controllavano la produzione.

200 operai in fabbrica curavano la produzione e 400 operaie all’esterno lavoravano a cottimo per cucire i bottoni in cartelle di cartone che poi venivano distribuiti nelle mercerie.

600 persone dipendevano dal bottonificio. 600 vite.

 

Con la guerra la produzione rischiava di rallentare e gli operai in eccesso avrebbero dovuto essere stanziati in Germania per lavorare nelle fabbriche locali.

Per mantenere la fabbrica attiva e gli operai impegnati, la notte, mio nonno, insieme ad alcuni amici di Tolentino e Bussetani, entrava nello stabilimento e raccoglieva i bottoni pronti per la spedizione.

Insieme aprivano le cartelle e trituravano i bottoni per farne nuova materia prima seconda pronta all’uso.

 

Pronta per far iniziare un nuovo ciclo produttivo.

A disposizione degli operai che così avevano continuo lavoro.

Ciclo e riciclo. Così allora, anche in periodo di guerra, il riciclo è stato fonte di vita.

 

Riciclare oggi è una necessità per l’ambiente, allora era necessità per salvare vite.

 

Ecco la storia di famiglia dietro la scelta di aprire proprio a Tolentino la prima piattaforma di ESO RECYCLING.

 

Sarà dedicata a mio nonno Amato: grande lavoratore, imprenditore illuminato e Uomo straordinario.

 

Nelle prossime settimane sarà collaudato il macchinario per la titolazione delle scarpe da ginnastica, pneumatici di biciclette e palline da tennis e nello stabilimento marchigiano prenderanno vita, proprio dal riciclo, prodotti nuovi come la pavimentazione antitrauma per le aree gioco dei bambini e le palestre, piccola pelletteria, articoli per la casa e il tempo libero e piste di atletica leggera.

Adesso è Natale!

 

Nicolas Meletiou
Managing Director di ESO

 

nella foto: Amato Cannara (Uccio) e Milada Cannara Vesely